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Londra

:: Hotel

  • Blakes Hotel (33 Roland Gardens - quartiere South Kensington, tel. +44 020-7370-6701, web: http://www.blakeshotels.com/): ideato dalla designer Anausska Hempel, questa "town house" vittoriana di 50 stanze è elegante ed accogliente. Dalla hall, arredata con antichi bauli da viaggio, fino alle stanze (tematiche: dallo stile "antico egizio" al "coloniale", ce n'è per tutti i gusti), nulla è lasciato al caso.
  • Draycott Hotel (26 Cadogan Gardens - quartiere tra Chelsea e Knightsbridge, tel +44 020-7730-6466, web: http://www.draycotthotel.com/): un vero e proprio "boutique hotel", piccolo e confortevole. Le stanze sono 35, curate ed arredate con scrupolo, tra soffitti alti e camini. Fiore all'occhiello dell'hotel è lo splendido giardino coi ciliegi.

:: Idee

  • Pleasure Garden (Bonnington Square - quartiere Vauxhall, web: http://bonningtonsquaregarden.org.uk/): piazzetta "vittima" dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, successivamente recuperata dai residenti e riconvertita in un piccolo giardinetto dalle sembianze di un eden in miniatura. Di fianco, dopo la visita, si può mangiare qualcosa all'accogliente Bonnington Café (11 Vuaxhall Grove, web: http://www.bonningtoncafe.co.uk/), locale di stampo vegetariano gestito da una cooperativa. Unica avvertenza: se volete bere vino o birra dovete portarli voi, la casa mette a disposizione solo l'apribottiglia!
  • Rasatura dal barbiere Murdock (340 Old Street - quartiere Shoreditch, web: http://www.murdocklondon.com/): un viaggio di 45 minuti in una Londra d'altri tempi. Rasatura con prodotti speciali, che "accarezzano" la pelle, accompagnata da un benefico massaggio cutaneo.
  • Trattamenti per il corpo in pasticceria da Cowshed Clarendon Cross (119 Portland Road - quartiere Notting Hill, web: http://www.cowshedonline.com/spa_cowshed_clarendon_cross.html): l'elevazione del corpo e della... gola. Qui, tra un trattamento ai piedi e una maschera al viso, si passa dalla cucina a bere una spremuta fresca o a mangiare un muffin appena sfornato.
  • Da Flaxon Ptootch, beauty salon e galleria d'arte (237 Kentish Town Road - quartiere Kentish Town, web: http://www.flaxonptootch.com/): non ci si può sbagliare, i suoi murales colorati fungono da richiamo verso questo apparentemente insensato coagulo a Kentish Town dal nome impronunciabile. Già, perché cos'hanno in comune un salone di bellezza e una galleria d'arte contemporanea? Apparentemente nulla, ma da Flaxon Ptootch hanno trovato una risposta.
  • Socializzare sferruzzando a maglia da "I knit London" (106 Lower Marsh - quartiere Waterloo, web: http://www.iknitlondon.com/): un circolo dell'uncinetto, dove, oltre a creare sciarpe e maglioni degni di quelli della nonna, si mangia e beve, si chiacchiera e si ascolta musica fino a notte.
  • Sir John Soane's Museum (13 Lincoln's Inn Fields - quartiere Holborn, web: http://www.soane.org/): stranissima labirintica casa-museo di un eccentrico gentiluomo/collezionista d'arte morto nel 1837. Dentro c'è di tutto, accatastato un po' alla rinfusa: sarcofagi egizi, urne romane, modellini di tombe etrusche, ritratti di Napoleone, quadri di Canaletto, stanzette gotiche, raccolte di manoscritti... Vale la pena soprattutto per l'atmosfera, tra Borges e Harry Potter.
  • Old Spitalfields Market (65 Brushfield Street - quartiere Shoreditch, web: http://www.oldspitalfieldsmarket.com/): tra i tanti (inflazionati) mercatini londinesi questo merita una citazione. E' al coperto, in un vecchio edificio, sempre aperto, con picchi di pubblico alla domenica. Si spazia dall'abbigliamento alle spezie, dai mobili ai libri, in un ambiente rutilante dove può perfino accadere di imbattersi in una bancarella in cui Boy George vende paccottiglia. Per concludere il giro domenicale è "d'obbligo" il brunch in uno dei locali nei dintorni.
  • Giro ad Alperton (quartiere Brent): quartiere ad alta densità di afro-indiani, è un mondo a parte, vuoi per il mercatino di Ealing Road, con prodotto di artigianato indiano, vuoi per le passeggiate sulle rive del canale Grand Union.
  • Serata al New End Theatre (27 New End - quartiere Hampstead, web: http://www.newendtheatre.co.uk/): baluardo "off" sulla scena del West End londinese. Dai suoi 84 comodi sedili si possono ammirare rappresentazioni classiche e sperimentali, che spaziano dalla commedia ai musical.
  • The Old Truman Brewery (91 Brick Lane - quartiere Shoreditch, web: http://www.trumanbrewery.com/): "la Portobello del nuovo millennio" viene definito questo immenso hub, sulle cui strade si affacciano oltre 200 piccole attività artistiche, dal fashion designer al DJ, dal fotografo allo studio di registrazione.
  • St. Peter's Barge, la "chiesa-chiatta" (ormeggiata a West India Quay - quartiere Canary Wharf, web: http://www.stpetersbarge.org/): a Londra capita anche che, per evitare costi d'affitto troppo elevati, un pastore anglicano decida di ospitare fedeli o semplici abitanti del quartiere in cerca di parole di conforto su una chiatta galleggiante. La cristianità dei partecipanti non è obbligatoria, la chiatta è una simbolica "zona franca" aperta a tutti.
  • Tappa a "The Horse Hospital" (30 Colonnade - quartiere Russell Square, web: http://www.thehorsehospital.com/): "arts venue" underground, uno snodo centrale nella Londra delle arti. Cinema, musica, teatro, pittura, moda: di qui passa un po' tutto. Il posto ricorda un po' un centro sociale d'élite, ma senza "puzza sotto il naso": se ci si capita nella serata dal mood giusto può riservare piacevoli incontri.
  • Viaggio all'indietro nel tempo in Goodwin's Court (all'altezza di St. Martin's Lane 55 - quartiere Trafalgar Square, web: http://www.urban75.org/london/goodwins-court.html): minuscolo vicolo costruito nel XVII° secolo, sorto su quello che una volta era nominato "Fishers Alley". A fare da contraltare alle mille luci di Trafalgar Square - a soli due passi - espone autentici gioielli all'aria aperta, come le lampade a gas di epoca vittoriana.
  • Serata "weird", varcando la soglia della porta azzurra (The Pale Blue Door, presso la casa/studio del designer Tony Hornecker: 5 Glebe Road - quartiere Hackney; per informazioni e prenotazioni inviare un'e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , web: http://tonyhornecker.wordpress.com/): un viaggio in una "fairy tale", è questa la sintesi di una serata presso questo spazio camaleontico, à la fois ristorante pop-up, à la fois cabaret. Arrapicandosi su scale, incontrando case delle bambole, cenando seduti su un letto...
  • Mostre e feste nella stazione di polizia (The Old Deptford Police Station: 114 Amersham Vale - quartiere Deptford, web: http://www.theoldpolicestation.org/): un giorno in... questura, fortunatamente ex. Un palazzo in stile edoardiano, un tempo sede di serrati interrogatori; oggi invece nella stanza delle impronte digitali c'è il bar e nelle celle 3 metri x 2 si tengono photoshoots o spassose feste.
  • Wi-fi di giorno... hi-fi di notte nell'ex stamperia (Passing Clouds: 440 Richmond Road - quartiere Dalston, web: http://www.passingclouds.org/): una volta qui le rotative stampavano l'Hackney Gazette, oggi questa "diamond venue" (così soprannominata in città) è un luogo camaleontico. Di giorno sorta di ufficio per new nomads - notebook e Wi-Fi - di notte hippy dippy hangout, soprattutto al piano di sopra. Arredo vintage e spesso band dal vivo, specializzate in reggae, ska e afro-beat.
  • Imparare l'arte di vivere (The School of Life: 70 Marchmont Street - quartiere Bloomsbury, web: http://www.theschooloflife.com/): il tutto è prenderla per quello che è, ossia una "drittata" di un gruppo di simil-guru che distillano perle di saggezza (a pagamento) in tutti i campi della vita. Tipo: vi capita di svegliarvi e domandarvi se quello che fate è realmente il lavoro che sognavate? Parliamone tutti insieme alla "Bicicletta Filosofica"...  E, incredibile ma vero, può persino essere terapeutico!
  • Ascoltare storie avvincenti di 15 minuti (5 x 15, web: http://www.5x15stories.com/): dello stesso filone di 'The School of Life', si differenzia per il fatto di riunire in un'unica serata (ogni volta in location diverse, v. sito), cinque persone 'interessanti' che hanno da raccontare la loro storia 'avvincente'. Idee, esperienze, progetti: magari ascoltarli potrebbe rappresentare la svolta nella vita degli spettatori...

:: Locali

  • Baker & Spice (47 Denyer Street - quartiere Chelsea, web: http://www.bakerandspice.uk.com/): piccolo forno / pasticceria artigianale, è un valido lido d'approdo per una prima colazione sana e genuina o per il tè di metà pomeriggio. Il tutto è reso ancora più conviviale dal grande tavolo comune intorno al quale sedersi.
  • Minkie's Deli (Glasshouse, Chamberlayne Road - quartiere Kensal Rise, web: http://www.minkiesdeli.co.uk/): il posto che ti aspetteresti a Notting Hill, ma per fortuna Londra sa valorizzare ogni suo angolo. Qui, in un tripudio di prodotti di qualità, si può fare una sosta distensiva per una salutare insalata fresca a pranzo o un caffé e una fetta di torta alle 5.
  • Candid Café and Courtyard (3 Torrens Street - quartiere Islington, web: http://www.candidarts.com/sections/galleryandcafepages/candid_cafe.htm): una gemma nascosta, caratterizzata per il fatto di far sentire a casa. Sarà forse per il grande tavolo centrale o per i divani un po' scompigliati vicino alle grandi finestre, dove leggere un libro in pace o appartarsi per un romantico tête-á-tête. Gradevole anche il cortiletto esterno.
  • Tina we salute you (47 King Henry's Walk - quartiere Dalston, web: http://www.tinawesaluteyou.com/): innanzitutto un'avvertenza: la prima volta che entrate nel locale non chiedete ai gestori perché hanno scelto un nome così strambo, visto che a questa domanda hanno dovuto rispondere già centinaia di volte e non ne possono più! Con un arredo che è un misto tra minimalismo scandinavo e tinello della nonna, qui si possono gustare le squisitezze provenienti dai quattro angoli della città: i beigel da Brick Lane, i formaggi da Neal's Yard, i salumi da Brindisa. A cui si aggiungono le torte fatte in casa.
  • Gordon's Wine Bar (47 Villiers Street - quartiere Trafalgar Square, web: http://www.gordonswinebar.com/): uno dei pochissimi luoghi a Londra dove è bandita la birra. Muri con i mattoni a vista, lume di candela, soffitti bassissimi e tavolini minuscoli. Non c’è posto a sedere, ma non importa, ti appoggi alle arcate di pietra con un bicchiere di rosso tra le mani, al sicuro tra le pareti del più antico wine bar di Londra.  
  • Bourne & Hollingsworth (28 Rathbone Place - quartiere Oxford Circus, web: http://www.bourneandhollingsworth.com/): l'accoglienza è benagurante, "For your social and drinking pleasure". Uno scantinato arroventato, dove può capitare di bere superalcolici in tazze da tè come ai tempi del proibizionismo. Per rivivere gli anni '20.
  • Public House (54 Islington Park Street - quartiere Islington, web: http://www.boutiquepubs.com/): si auto-promuove con il claim "fine drinking and dining", ma per onor della verità è condivisibile solo la prima metà. Un luogo che, da fuori, pare un aggraziato negozio di fiori trapiantato dalla chic Notting Hill alla ruvida Islington. E anche dentro si è avvolti dal calore propagato dal parquet, della lunga tavolata in legno e dalle luci low-lit. Un'Islington diversa, celata in una traversa di Upper Street. 
  • Café Crema (306 New Cross Road - quartiere New Cross, web: http://www.cafecremaevents.co.uk/): spazio intimo, per concerti spesso splendidi, pubblicizzati con il vecchio passaparola (riadattato attraverso l'uso di  e-mail e SMS), o proiezioni di film. C'è anche un piccolo giardino dove rilassarsi e qualche piatto fatto in casa per soddisfare l'appetito.
  • Three Blind Mice (5 Ravey Street - quartiere Shoreditch, web: http://www.3blindmicebar.co.uk/): questo locale (l'ex "Smersh Bar") mantiene il suo fascino riservato. Vi si entra da un'anonima porticina, e vi accoglie nelle sue tre piccole sale con un calore speciale: luci avvolgenti, soffitti bassi, musica varia (con una predilezione per il reggae) e un'ampia scelta di vodka.
  • Vibe Bar (The Old Truman Brewery, 91 Brick Lane - quartiere Shoreditch, web: http://www.vibe-bar.co.uk/): "vibe" come vibrazioni, quelle generate ogni sera da questo locale che riesce a creare il giusto mix tra ottima musica ed ambiente alla mano. All'esterno c'è un cortile per "rifiatare".
  • The Strongroom (120-124 Curtain Road - quartiere Shoreditch, web: http://www.strongroom.com/): bar / studio di registrazione in un locale che, fin dagli anni 80, riesce a mantenere una dimensione underground.
  • Marathon Kebab House (87 Chalk Farm Road - quartiere Camden Town, tel. 020-7485-3814): un "kebab shop" che propone nel retro inaspettate esibizioni di musica dal vivo.
  • Amersham Arms (388 New Cross Road - quartiere New Cross, web: http://www.amersham-arms.co.uk/): riaperto recentemente, è un locale dall'animo un po' scruffy che solitamente regala serate divertenti. Un'oasi in un quartiere altrimenti non memorabile. Che sia Ska Burlesque, esibizioni di band "indie" o un festival folk, qui qualcosa succede sempre: come recita il motto del locale "Slightly new movements in public houses".
  • Barden's Boudoir (36-44 Stoke Newington Road - quartiere Dalston Kingsland, web: http://www.myspace.com/bardens): eletto da "Time Out" "our favourite club", è un piccolo e stretto basement venue, che apre "a piacere" (cioè quando ospita qualche evento che vale: per il programma vedere il sito, il calendario è decisamente denso). Ma quando apre, lo fa in grande stile e il divertimento è assicurato.
  • The Old Blue Last (38 Great Eastern Street - quartiere Shoreditch, web: http://www.theoldbluelast.com/): definito dall'esigente New Musical Express "the coolest pub in the world", è un locale a due piani. Se a pian terreno può sembrare come tanti altri, al primo piano le cose cambiano: una festa continua, con esibizioni improvvisate su un palco decisamente poky.
  • Buttoned Down Disco (web: http://buttoneddowndisco.com/): non è un locale, ma un'associazione specializzata dal 2002 nell'organizzazione di "secret location parties" improvvisate. Rigorosamente a inviti (gratuiti) e per gusti musicali eterogenei (Eclectic Pop, Indie, Punk, Electro, Funk & Disco ecc.), il tutto sta nel riuscire a scoprire dove e quando sono queste feste: visitare il loro sito può aiutare. Dello stesso filone "location segrete", per gli amanti del cinema c'è "Secret Cinema", appuntamenti pop-up per visioni di film in luoghi rivelati all'ultimo (web: http://www.secretcinema.org/); per gli amanti del bingo extreme c'è "The Underground Rebel Bingo Club", la tombola che non ti aspetti (web: http://www.rebelbingo.com/).
  • Ain't Nothing but a Blues Bar (20 Kingly Street - quartiere Soho, web: http://www.aintnothinbut.co.uk/): una piccola gemma a Soho. Un autentico e coinvolgente blues bar, dove ascoltare live blues tutte le sere in un'atmosfera conviviale, secondo la filosofia di questo genere musicale. Scrive 'Eat Out with Attitude': "If BB King had started out in London, Ain't Nothin But a Blues Bar would've been his main gig".
  • The MacBeth Pub (70 Hoxton Street - quartiere Islington, web: http://www.themacbeth.co.uk/): piccolo live music venue "mascherato" da pub. Gestito in prima persona da musicisti, ha la peculiarità di balzare periodicamente agli onori della cronaca per eventi in puro "funky London style": dall'improvvisato showcase dei Franz Ferdinand per "testare" il nuovo album davanti ad un pubblico di 150 cavie alla rissa accesa dal marito di Amy Winehouse. Che dire? Sicuramente movimentato.
  • The Social (5 Little Portland Street - quartiere Oxford Circus, web: http://www.thesocial.com/): sul genere degli student union bars in voga negli anni '70, entrarci è un bel modo per tornare a respirare quell'aria, magari con una fresca "San Miguel" da mandar giù.. It's hip, hot & arty, e propone un programma di concerti di musica indie apprezzabile.
  • Plastic People (149 Curtain Road - quartiere Shoreditch, web: http://www.plasticpeople.co.uk/): piccolo e grimy music club, ma, a detta degli esperti, quello con il miglior sound system della città. Jazz, funk, house, latin, electro, afro beats e hip-hop: "Plastic People know how to have fun". 
  • Horse Meat Disco (349 Kennington Lane - quartiere Vauxhall, web: http://www.myspace.com/horsemeatdiscomusic): "dedicated to the industry of human happiness", di ogni genere e gusto. Homos and Heteros, club kids, bears, fashionistas, naturists, guerilla drag queens and ladies who munch: sono tutti invitati. Il marchio del locale è una rivisitazione del cavallino rampante della Ferrari, con una grossa erezione per sottolineare lo spirito queer del party. Lasciate ogni speranza voi che entrate!
  • 25 Canonbury Lane (25 Canonbury Lane - quartiere Islington, web: http://www.25canonburylane.co.uk/): nessuna insegna alla porta, un po' come negli speakeasy newyorkesi degli anni '30 del secolo scorso. Arredato più come un boudoir che come un bar, tra divani in pelle, fiori freschi qua e là e appariscenti specchi. Atmosfera molto ospitale.
  • The Rhythm Factory (16-18 Whitechapel Road - quartiere Whitechapel, web: http://www.rhythmfactory.co.uk/): definito da The Guardian "il barometro dei trend musicali londinesi", quindi il non plus ultra della musica planetaria. Dalla mattina a notte fonda è un meeting point per le anime inquiete di East London, con frequenti concerti dal vivo.
  • 12 Bar Club (26 Denmark Street - quartiere Soho, web: http://www.12barclub.com/): il vero vibe-punk londinese. Nella via rinomata per i suoi negozi di chitarre in serie, è un club composto di due piccole sale: in una si suona dal vivo (su un palco abbastanza sbrindellato), nell'altra si gioca a pool in un habitat - come si racconta nei forum in rete - ad elevata densità dei "peggiori ceffi di Caracas". Autentico.
  • Mucky Pup (39 Queens Head Street - quartiere Islington, web: http://www.myspace.com/muckypupn1): locale non-douchey, il cui sottofondo musicale proviene dal juke-box gratuito e quindi perennemente in funzione. Viene spento solo in occasione delle esibizioni live - dal garage rock al fusion jazz - o degli aggreganti giochi di società. Da vedere il cortiletto interno.

:: Ristoranti

  • Harry Morgans (31 St. Johns Wood High Street - quartiere St. Johns Wood, tel. 020-7722-1869, web: http://www.harryms.co.uk/): punto di riferimento cittadino per la cucina ebraica. Lo spazio è contenuto e l'ambiente è confuso, ma i piatti sono squisiti. Pezzo forte della casa è il "salt beef".
  • Cay Tre - The Vietnamese Kitchen (301 Old Street - quartiere Shoreditch, tel. 020-7729-8662, web: http://www.vietnamesekitchen.co.uk/): piccolo ristorante dai sapori forti e ingredienti freschi. Tra i tanti ristoranti viet in città è probabilmente il più buono, anche se non spicca per arredi lussuosi. Da provare la specialità della casa "Cha Ca La Vong".
  • Pomegranates (94 Grosvenor Road - quartiere Pimlico, tel. 020-7828-6560): genuino ed accogliente locale d'atmosfera. Il cibo è ottimo, la cucina eclettica, il clima è "easy going". Ideale per una serata romantica e rilassata.
  • Andrew Edmunds (46 Lexington Street - quartiere Soho, tel. 020-7437-5708): bistrot rustico e informale che emana calore fin da quando ci si entra (anche per via dell'arredo con molto legno). La cucina è deliziosa, il menu è corto, ma proprio per questo i piatti sono molto curati. Obbligatorio prenotare con anticipo, i tavoli sono pochi.
  • Anchor & Hope (36 The Cut - quartiere Waterloo, tel. 020-7928-9898): nel nuovo filone della ristorazione londinese - i "gastro-pubs" - questo merita una citazione speciale. Tavoli di legno, prenotazioni non accettate, locale sempre pieno, piatti abbondanti. Il cibo è buono e il menu varia ogni giorno. Da segnalare l'ampio ricorso alle interiora animali. Nominato nei "Carlton London Restaurant Awards" come "Best Gastropub" e "Best New Restaurant".
  • Brick Lane Beigel Bake (159 Brick Lane - quartiere Shoreditch): il più antico e popolare "Beigel shop" della città. E' un crocevia della vita sociale londinese, pieno a qualunque ora del giorno e della notte (ideale ultima tappa di una serata mondana prima di andare a dormire). E, particolare non trascurabile, i bagel sono ottimi.
  • The Cow (89 Westbourne Park Road - quartiere Notting Hill, tel. 020-7221-0021, web: http://www.thecowlondon.co.uk/): irish pub, ma sarebbe meglio dire gastro-pub. Piccolo ed estremamente curato. Il menu soddisfa tutti i palati, ma strizza l'occhio agli amanti del pesce. In particolare, il classico della casa è "irish oysters + birra Guinness". Come recita il motto del locale: "Eat heartily & give the house a good name".
  • Petersham Nurseries Café and Tea House (Petersham Road - Richemond, appena fuori Londra, tel. 020-8605-3627, web: http://www.petershamnurseries.com/cafe.asp): a pochi minuti dal centro di Londra, nel bel mezzo di una paradisiaca serra, un ristorante dal menu continuamente aggiornato secondo gli ingredienti di stagione (attingendo all'orto adiacente). Tavoli antichi in ferro e legno, atmosfera che concilia con la natura. Preferibile d'estate.
  • Sophie's Steakhouse (311-313 Fulham Road - quartiere Chelsea, tel. 020-7352-0088, web: http://www.sophiessteakhouse.co.uk/): "genuinely unpretentious", benvenuti nel piccolo regno di Sophie, degna figlia di una dinastia di macellai. I posti sono pochi, l'attesa spesso lunga. Ma una volta addentato il filetto non si rimpiangerà la scelta.
  • St. John Bread & Wine (94-96 Commercial Street - quartiere Shoreditch, tel. 020-7251-0848, web: http://www.stjohnbreadandwine.com/): fratello minore (ma più accogliente) del St. John in Smithfield, è un ristorante insolito, essendo anche un po' wine shop e un po' bakery. La sua caratteristica è di proporre un menu diverso non solo ogni giorno, ma ogni ora! Piatto forte è il maiale, nelle sue numerose varianti. Perché, come si evince dal logo del locale (un suino sezionato), del maiale non si butta via niente.
  • Albion Café (2-4 Boundary Street - quartiere Shoreditch, tel. 020-7729-1051, web: http://www.albioncaff.co.uk/): ristorante/bakery/shop "all in one". Il ristorante propone cucina inglese di qualità. Gli ingredienti, freschi di giornata, provengono perlopiù dal negozio integrato nella location, una sapiente via di mezzo tra l'organic store e la old school farm. Eccellente il pane, di numerosi tipi.
  • Mosob (339 Harrow Road - quartiere Notting Hill, tel. 020-7266-2012, web: http://www.mosob.com/): ristorante eritreo a gestione familiare, un classico esempio del riuscito melting pot londinese. Decorato con manufatti di provenienza africana, si propone il duplice scopo - centrato - di diffondere la cultura eritrea e di regalare una piacevole cena, arricchita dai racconti del socievole proprietario. Per i newbie la strada maestra è farsi guidare con il percorso da sei o dodici assaggi.
  • Ms. Marmite Lover, the Underground Restaurant (tutti i sabati sera, web: http://marmitelover.blogspot.com/): un ristorante in casa della blogger "Marmite Lover", che tutti i sabati sera invita una trentina di ospiti (con pagamento anticipato, prezzo medio tra le 25 e le 30 sterline). Ogni settimana un menu a tema, accompagnato dalla curiosità di scoprire i commensali intorno alla tavola. Un'idea "conviviale".
  • Swan & Edgar (43 Linhope Street - quartiere Marylebone, tel. 020-7724-6268, web: http://www.swanandedgar.co.uk/): si pone un triplice obiettivo, "for your social, drinking & dining pleasure", e la missione si può dire compiuta. Si mangia circondati da libri di seconda mano, recuperati in un proficuo tour per la Gran Bretagna dalla madre del proprietario. Da assaggiare lo shephard's pie della casa.
  • Toff's of Muswell Hill (38 Muswell Hill - quartiere Muswell Hill Broadway, tel. 020-8883-8656, web: http://www.toffsfish.co.uk/): il "fish and chips" più buono della città (certificato niente meno che dalla "Seafish Industry Authority and the British Potato Council"), anche se è praticamente... fuori città. Ogni mattina fa arrivare il pesce fresco direttamente dai fish docks, senza passaggi intermedi. Merita una visita, per assaporare il piatto-"gloria culinaria inglese" nella sua versione più deliziosa.
  • Magic Wok (100 Queensway - quartiere Bayswater, tel. 020-7221-9953): nome terrificante, luogo sciapo, ma è the hot spot in città per l'"honey roast pork and duck". Sublime (anche se non propriamente sano). 

:: Shopping

  • Designer in Brick Lane: il distretto della moda emergente nel quartiere di Shoreditch. In particolare: Laden Showroom (103 Brick Lane, web: http://www.laden.co.uk/), uno spazio interamente a disposizione di giovani e alternativi designer che vogliono presentare le loro collezioni; attualmente gli espositori sono una cinquantina, tra abbigliamento uomo e donna, borse, cappelli, scarpe, gioielli ed accessori di ogni tipo; Rokit (101 & 107 Brick Lane, web: http://www.rokit.co.uk/): la più grande collezione vintage di Londra; Designer Sales UK (web: http://www.designersales.co.uk/): abbigliamento di marca uomo e donna a prezzi scontati, con periodiche vendite pop-up "svuota-magazzini". Girato l'angolo c'è Absolute Vintage (15 Hanbury Street, web: http://www.absolutevintage.co.uk/): abbigliamento e accessori uomo e donna dagli anni '30 agli anni '80, eletto negli anni scorsi 'The Best Vintage Shop in London'.
  • Joie (37 Marshall Street - quartiere Oxford Circus): ormai nota come "London Cinderella", Joie dal 1993 si è inventata un'arte: partendo da capi d'abbigliamento rovinati e prossimi all'immondizia, crea prodotti di tendenza, unendo il sacro (stilisti di grido) col profano (mercatini e grandi magazzini). Quello che viene fuori sono veri e propri piccoli capolavori (ognuno unico e non riproducibile). La sua specialità sono le "labelled t-shirts".  
  • Bang Bang (21 Goodge Street - quartiere Oxford Circus, web: http://bangbangexchange.tumblr.com/): l'indirizzo da segnare per il vintage di qualità: abbigliamento di seconda mano, gioielli, scarpe, accessori vari, a prezzi oscillanti da £ 10 a £ 600. In alternativa, se si è disposti a sacrificare un proprio capo di qualità, si può proporre un baratto.
  • Ec One (56 Ledbury Road  - quartiere Notting Hill, web: http://www.econe.co.uk/): stravagante gioielleria che propone sia collezioni di oltre 50 gioiellieri da tutto il mondo che collezioni proprie (firmate Jos Skeates, dal nome del fondatore). Tra queste ultime spopola la linea "Semi-precious", che include bracciali, anelli, orecchini ad alto tasso creativo.
  • Traid (61 Westbourne Grove - quartiere Notting Hill, web: http://www.traid.org.uk/oshop.html): piccolo "charity shop" di prima fascia in termini di qualità dell'usato. I suoi jeans a prezzi stracciati, per ogni gusto e di ogni griffe, richiamano londinesi senza sosta. Da guardare anche l'area TRAIDremade.
  • Beyond the Valley (2 Newburgh Street - quartiere Soho, web: http://www.beyondthevalley.com/): una comune creativa che accoglie le arti di giovani talenti inglesi: arredo, design, fotografia, abbigliamento e accessori. Lo spazio è molto londonish, tanto da essere affittato anche come pop-up store.
  • Start (42-44 Rivington Street - quartiere Shoreditch, web: http://www.start-london.com/): in origine "tempio" del jeans americano, col tempo ha allargato i propri confini. Oggi miscela con abilità collezioni denim di ogni tipo con giovani griffe all'avanguardia. Per dirla come il "Guardian": "bloody marvellous and shock!"
  • Marie Curie (318-320 St. Paul's Road - quartiere Islington, web: http://www.mariecurie.org.uk/): "charity shop" molto amato in città. Vende in media 8.000 capi d'abbigliamento al giorno. Si parte da £1, a salire fino a prezzi più elevati, comunque ampiamente giustificati dalla qualità della merce.
  • Victim (33 Marshall Street - quartiere Oxford Circus, web: http://www.victimfashionst.com/): ovvero come unire in un unico genere lo street style moderno e gli "svolazzi" di stampo vittoriano. Per le amanti della moda "inter-epocale".
  • Hurwundeki (98 Commerciali Street - quartiere Shoreditch, web: http://www.hurwundeki.com/): negozio e beauty center, due al prezzo di uno. Abbigliamento e accessori stravaganti, ispirati al vintage d'autore, la tappa immancabile dei dandy metropolitani.
  • Gerry's Wines & Spirits (74 Old Compton Street - quartiere Soho, web: http://www.gerrys.uk.com/): la più fornita selezione di vini e liquori della Gran Bretagna. Un viaggio alcolico intorno al mondo in pochi metri quadri: "at Gerry's you can buy almost any drink under the sun!"
  • Bread & Honey (205 Whitecross Street - quartiere Barbican, web: http://breadnhoney.wordpress.com/): piccola boutique indipendente gestita da due francesi di importazione in perenne ricerca di griffe dalla forte personalità da catapultare sull'esigente mercato londinese. Abbigliamento, gioielli, scarpe: tutto rigorosamente "anti mass market".
  • Concrete Hermit (5a Club Row - quartiere Shoreditch, web: http://www.concretehermit.com/): frutto dell'intuizione di un ex dipendente della Tate Gallery, che, probabilmente choccato dai prezzi delle opere dell'arte moderna che gli passavano quotidianamente a davanti, ha deciso di fondare una label con il dichiarato intento di "rispettare sia l'artista che l'acquirente". Ecco quindi un'ondata "eticamente creativa" di libri, t-shirts, quadri e complementi arredamento.
  • Merchant Archive (320 Kilburn Lane - quartiere Queen's Park, web: http://www.merchantarchive.com/): in un ex Lipton General Store, voilà un "vintage and contemporary lifestyle shop featured in the little black book of top stylists, fashion and interior designers", gestito dalla briosa fashionista Sophie Merchant. A pieno titolo nella lista dei "trusted places" londinesi.
  • Zoe Lem (itinerante, web: http://zoelem.co.uk/): altro progetto "vintage & contemporary" riconducibile ad una stylist di grido, in questo caso Zoe Lem. Oltre 30 labels che percorrono abiti e accessori in un viaggio dai primi del '900 fino ad arrivare ai giorni nostri, spaziando dall'opulenza vittoriana al minimalismo moderno.

 

NOTA: Le informazioni presentate in questa sezione erano accurate al momento della pubblicazione e vengono periodicamente aggiornate. Ciò nonostante è possibile che subiscano delle variazioni senza preavviso.  

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