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Milano

:: Hotel

  • Antica Locanda dei Mercanti (via San Tomaso 6 - quartiere Cordusio, tel. +39 02.80.54.080, web: http://www.locanda.it/): piccolo hotel di charme senza insegna (c'è solo il nome al campanello) in pieno centro. E' un palazzo del '700, la reception è al secondo piano. Le 14 stanze sono curate e arricchite da fiori freschi, alcune hanno anche il terrazzo.
  • 3Rooms (corso Como 10 - quartiere Garibaldi, tel. +39 02.62.61.63, web: http://www.3rooms-10corsocomo.com/): raffinato b&b all'interno dello spazio polifunzionale "10 Corso Como". Situato in una caratteristica casa di ringhiera milanese, ognuna delle tre stanze è arredata con gusto.
  • Antica Locanda Leonardo (corso Magenta 78, tel. +39 02.48.01.41.97, web: http://www.anticalocandaleonardo.com/): boutique hotel a gestione familiare a "due-passi-due" da Santa Maria delle Grazie e dal Cenacolo Vinciano. Inserito in uno splendido palazzo ottocentesco, il suo punto forte è l'incantevole giardino interno, dove distendersi lontani dalla frenesia milanese, all'ombra di alberi e rampicanti.

:: Idee

  • FormaFoto (piazza Tito Lucrezio Caro 1 - quartiere San Gottardo, web: http://www.formafoto.it/): centro internazionale di fotografia, accoglie le più importanti mostre fotografiche del mondo. Ma FormaFoto non è solo mostre, è molto di più: è libreria, è incontri e seminari, è scuola di fotografia, è bar. E a fine visita, se a ridosso dell'ora di pranzo o di cena, a pochi passi c'è la Trattoria Madonnina (via Gentilino 6, tel. 02.89.40.90.89): buona cucina milanese a prezzi onesti in un ex bar dal fascino antico, particolarmente indicata nei mesi caldi per i tavoli nel dehors sotto ad un pergolato con vista sulle tipiche case di ringhiera meneghine.
  • Area ex Paolo Pini (via Ippocrate 45, web: http://www.olinda.org/): ex ospedale psichiatrico, quest'area è divenuta negli anni un polo di intrattenimento e cultura di forte richiamo. Lo spazio - immenso - si snoda tra bar, ristorante, area concerti e spettacoli, ma anche laboratori per bambini, corsi di artigianato, seminari. Ogni anno in estate da non perdere la rassegna "Da vicino nessuno è normale". 
  • Basilica di Santa Maria presso San Satiro (via Speronari 3 / via Torino - quartiere Duomo): un gioiello nascosto di Milano. Un'illusione ottica ideata dal Bramante in questa Basilica nascosta in uno piccolo slargo di via Torino. Ma all'interno c'è il "trucco": con un abile gioco di prospettive (realizzato per causa di forza maggiore: a lavori in corso gli spazi per l'opera vennero drasticamente ridimensionati) si ha l'illusione che dietro all'altare ci sia un grande spazio. In realtà, non è così... 
  • Anteo Spazio Cinema (via Milazzo 9 - quartiere Garibaldi, web: http://www.spaziocinema.info/): tutto qui ruota intorno al cinema: tre sale per film d'autore, la libreria specializzata, l'osteria del cinema. E in estate, poi, l'Anteo diventa SpazioAnteo e si sposta in diversi angoli all'aperto della città.
  • Il mercato rionale "popolar-chic" (largo Quinto Alpini - quartiere Cadorna: tutti i venerdì mattina): tra i numerosi mercati rionali cittadini, questo spicca per il suo coté "popolar-chic", alternando bancarelle tradizionali di frutta e verdura - peraltro di prima qualità - a vere e proprie boutique ambulanti, in cui trovare maglioncini in cachemire di pregevole fattura a prezzi inimmaginabili, per la gioia delle esigenti sciure milanesi. E, come ultima tappa del giro, un succulento pollo allo spiedo con patate arrosto da gustare a pranzo.
  • "Fuga dalla città" nei chiostri bramanteschi (Università Cattolica del Sacro Cuore, largo Gemelli 1 - quartiere Sant'Ambrogio e Santa Maria delle Grazie, via Caradosso - quartiere Magenta): in pieno centro eppure autentiche oasi di pace e bellezza, all'ombra di alberi maestosi. Del resto si sa che i "gioielli" di Milano sono perlopiù nascosti. In Cattolica è consigliabile il chiostro Pio XI (il secondo arrivando da largo Gemelli), per l'optional delle quattro panchine su cui sedersi a leggere o ad ammirare il panorama (per gli amanti del silenzio il giorno ideale è il sabato, quando gli studenti universitari sono pochi).
  • Vicolo dei Lavandai e dintorni (quartiere Navigli): che sia per assaporare la convulsa vita notturna o la quieta mattina dei Navigli, questo vicolo che rimanda a tempi andati è un'ondata di poesia. Nell'800 c'erano donne curve sui panni per lavarli; oggi, nelle vecchie case di ringhiera, ci sono laboratori di artigiani e piccole gallerie d'arte. E a pochi metri di distanza (Alzaia Naviglio Grande 4) il viaggio a ritroso nel tempo continua con il tipico cortile milanese nella sua versione più affascinante.
  • La "rambla" di via Morgagni (quartiere Buenos Aires): nella città tutta moda e paillettes, ecco un auto-gestito angolo di genuina "vecia Milàn". Nella corsia centrale di questo viale, come in una rambla barcellonese, convivono uno spazio giochi per bambini e un'area per gaudenti pensionati, tra interminabili partite a bocce, combattuti scoponi scientifici e mangiate sulle tavolate comuni. Tutto in allegria, mentre a fianco la metropoli scorre nervosa.
  • L'HUB (Ripa di Porta Ticinese 69 - quartiere Navigli, web: http://www.l-hub.it/): genericamente uno "spazio dedicato al tessile", più nel dettaglio un luogo di incontro intorno al "taglia e cuci". Attraverso formule quali la "patente a punti del cucire", il "manuale per il piccolo sarto" e il "Kit Cuci & Indossa", consente di avvicinarsi allo knitting in compagnia e in allegria.

:: Locali

  • Cantine Isola (via Paolo Sarpi 30 - quartiere Chinatown, web: http://it-it.facebook.com/pages/Le-Cantine-Isola/34539662726): enoteca rustica a gestione familiare. Una cantina di vini infinita, acquistati direttamente dalle aziende agricole. Fatevi consigliare al momento della scelta, la cortesia dei gestori è squisita. A completare il quadro poesie disseminate qua e là, in particolare quelle di Alda Merini, un'amica di questo luogo.
  • Chiosco di piazza Mentana (piazza Mentana - quartiere via Torino): non c'è nemmeno bisogno di dargli un nome, è semplicemente il "chiosco di Paolo in piazza Mentana". Un'oasi nel centro di Milano, e soprattutto un luogo con un'anima tutta sua, ben diverso dagli altri chiringuitos in città. Ottima musica, una rilassante area sul retro e taglieri con prodotti gastronomici di primissima qualità.
  • Frida (via Pollaiuolo 3 - quartiere Isola, web: http://www.fridaisola.it/): in una vecchia fabbrica riciclata, uno spazio polivalente (ristorante, bar, galleria d'arte) dove la semplicità è d'obbligo. Consigliabile l'area all'esterno. Uno dei pochi posti in città dove bere la "fata verde".
  • Nord Est Caffé (via Borsieri 35 - quartiere Isola, web: http://www.facebook.com/pages/Nordest-Caff%C3%A9/157976630902535): vicino di porta del più celebre e glam "Blue Note", è il tipico locale di quartiere. Dalla mattina (per assaporare la colazione a base di torte fatta in casa leggendo i quotidiani tutti seduti intorno a un grande tavolo) a notte fonda (per ascoltare jazz dal vivo, ammirare i quadri degli artisti emergenti o semplicemente bere un bicchiere nei conviviali tavoli all'aperto).
  • Tunnel Club (via Sammartini 30 - quartiere Stazione Centrale, web: http://www.tunnel-milano.it/): locale sotto la Stazione Centrale, risorto nel 2006 dopo un periodo di chiusura. E' uno dei luoghi più amati nel panorama musicale nazionale d'avanguardia. Sono frequenti show-case e mini-rassegne.
  • Bloom di Mezzago (via Curiel 39 - Mezzago (MI), web: http://www.bloomnet.org/): "tempio della musica indipendente", sottoposto a "sviluppi incontrollati dal 1987". E' concentrata in queste due auto-definizioni l'anima di questo luogo “fisicamente” nella vicina Brianza, eppure “intrinsecamente” milanese. Missione primaria del locale è diffondere, promuovere, produrre e lanciare bands italiane e internazionali. Ma non si trascurano le altre arti: cinema, teatro, letteratura.
  • Circolo Magnolia (via Circonvallazione Idroscalo 41 - quartiere Segrate, web: http://www.circolomagnolia.it/): "il prestigio di un locale non si calcola da quanti metri dista da Piazza Duomo", è l'avvertenza di questo locale. Che, infatti, pur distando parecchi metri dalla Madonnina, snocciola una programmazione musicale live da far invidia a hub come Londra e Berlino. Fuori Milano, ma al centro dell’Europa.
  • Nidaba (via Emilio Gola 12 - quartiere Navigli, web: http://www.nidaba.it/): piccolo live club in zona Navigli nato nel 1996, ha una programmazione che, partendo dal blues, va a toccare altri generi quali soul, funky, rock e country.
  • Atomic Bar (via Felice Casati 24 - quartiere Stazione Centrale, web: http://it-it.facebook.com/pages/ATOMIC-BAR-MILANO/106835196024190): design eclettico e musica underground, come si conviene ad un "rifugio atomico". Atmosfera lontana da quella del classico clubbing milanese, propone dj set e concerti live indie rock, electrowave e rare groove.
  • BluesHouse (via Sant'Uguzzone 26 - quartiere Sesto San Giovanni, web: http://www.blueshouse.it/): un vecchio capannone alla "frontiera" tra Milano e la post-industriale Sesto San Giovanni, pare proprio, nella sua essenzialità, un luogo "nato per fare blues". Anche se in realtà ama "sconfinare" nel "rock’n’roll" e nel "rock-blues". Ottima l'acustica.

:: Ristoranti

  • Trattoria Milanese (via Santa Marta 11 - quartiere Borsa, tel. 02.86.45.19.91): angolo di vecchia Milano in una delle vie più caratteristiche della città. Da decenni una roccaforte della cucina meneghina, dove gustare risotto giallo e cotoletta alla milanese in un contesto gioviale e vecchio stile. Tocco in più: nel menu, tra i piatti, spiccano "due uova a piacere". Una finezza.
  • Fioraio Bianchi Caffé (via Montebello 7 - quartiere Brera, tel. 02.29.01.43.90, web: http://www.fioraiobianchicaffe.it/): spazio ridotto in questo ristorante/fioraio. La cucina è semplice (dominano le insalate), ma l'ambiente è da applausi.
  • Latteria San Marco (via San Marco 24 - quartiere Brera, tel. 02.65.97.653): piccolo locale a gestione familiare, semplice l'arredo: un bancone, qualche tavolino qua e là. E piatti freschi di giornata, magari "origliando" conversazioni dagli altri tavoli per carpire rumors riservati, provenienti direttamente dalla redazione del Corriere, proprio di fronte al ristorante. 
  • Poporoya (via Eustachi 17 - quartiere Città Studi, tel. 02.29.40.67.97, web: http://www.poporoyamilano.com/): uno dei migliori ristoranti giapponesi di Milano (parola dei giapponesi di Milano). Piccolo problema: è minuscolo, non si può prenotare, si mangia accatastati uno sull'altro. Volendo c'è anche il take-away.
  • Biagio (via Vincenzo Monti 28 - quartiere Cadorna, tel. 02.49.87.166): pochi tavoli e tovaglie a scacchi bianchi e rossi in questa pizzeria spartana. La pizza è squisita, d’estate c’è anche un "dehors" sulla via.
  • Piccola Cucina (viale Piave 17 - quartiere Porta Venezia, tel. 02.76.01.28.60, web: http://www.piccolacucina.it/): nomen omen, qui a trionfare è il piacere delle piccole cose. Pochi tavoli, cucina poco più grande di quella di casa, calore e colori. I piatti attingono alle varie regioni italiane; ottimi i dolci, su tutti il flan al cioccolato.
  • Pane e Acqua (via Bandello 14 - quartiere Magenta, tel. 02.48.19.86.22, web: http://www.paneacqua.com/): un'ex tabaccheria trasformata con maestria dalla sapiente mano dell'architetto Paola Navone in un piccolo bistrot dall'aspetto volutamente grezzo. Cucina italiana di qualità.
  • da Silvano (via Londonio 22 - quartiere Sempione, tel. 02.34.51.618, web: http://www.ristorantedasilvano.com/): sempre affollato e chiassoso, quindi non propriamente indicato per un romantico tête-a tête. Ma l'ambiente è allegro e la cucina, sia per la carne che per il pesce, è eccellente. Da segnalare l'antipasto di pesce crudo e le patate fritte della casa.
  • Trattoria L'Incoronata (corso Garibaldi 127 - quartiere Garibaldi, tel. 02.65.70.651, web: http://www.incoronataweb.com/): un'ex tavola calda, oggi propone cucina casalinga con menu di pochi piatti aggiornato quotidianamente. Pochi posti e un'atmosfera da vecchia Milano.
  • Homemade (via Tortona 12 - quartiere Porta Genova, tel. 02.83.56.706, web: http://www.home-made.it/): suggestivo recupero milanese sotto forma di cortile nascosto accessibile attraverso un elegante sottopassaggio. La cucina, come si può dedurre dal nome, è fatta in casa, dagli antipasti ai dolci, tutti proposti con porzioni da "nouvelle cuisine".
  • da Teresa (via Pavia 3 - quartiere Navigli, tel. 02.58.11.11.26, web: http://www.trattoriapugliesenaviglimilano.it/): il "caso-scuola" della perfetta integrazione culinaria meridionale - per la precisione pugliese - a Milano. Un rapporto prezzo-qualità eccellente e la sensazione di essere ospite della tuttofare Teresa per mangiare orecchiette pomodoro e cacioricotta in compagnia.
  • Trattoria Sabbioneda (via Tadino 32 - quartiere Buenos Aires, tel. 02.29.52.10.14): piccolo locale a gestione familiare con tavoli in legno e tovaglie alla "bell'e meglio". Cucina con ingredienti freschi e specialità di varie zone d'Italia (in particolare da gustare i ravioli di zucca alla mantovana). Prezzi bassi, unico neo: generalmente resta chiuso nel weekend.
  • Il Santo Bevitore (via Aleardi 22, ang. via Bertini - quartiere Chinatown, tel. 02.33.13.350, web: http://www.ilsantobevitore.it/): ai margini della Chinatown milanese, eppure lo stampo è francese, con quel tocco charmant tipico dei bistrot parigini (in particolare nell'arredo: pregevole il soppalco). La cucina invece è prevalentemente italiana, spaziando dalla carne al pesce con immutabile grazia.
  • Tavernetta Rasori (via Rasori 4 - quartiere Vercelli, tel. 02.48.12.532, web: http://it-it.facebook.com/pages/Tavernetta-Rasori/127039104019052?v=info): "cenette e degustazione", così si definisce. E la cenetta non può prescindere dal "filetto alla salsa di pepe rosa con patate al forno", cucinato secondo la ricetta segreta della casa (solo alla sera): un'esperienza unica a Milano. Ma è un privilegio per pochi tavoli.
  • Trattoria Il Quadrifoglio (via Procaccini 21 - quartiere Chinatown, tel. 02.34.17.58): ambiente ospitale e discretamente elegante, a parte i soliti quadri-croste sui muri (compensati da comodi cuscini disposti sui gradini esterni del locale). Menu vario e piacevolmente creativo (ottima la coda di rospo con pinoli e uvette su una base di riso nero caramellato), servizio ineccepibile, prezzi per nulla esosi.
  • da Giulia (piazza Gramsci 3 - quartiere Sempione, tel. 02.36.51.21.77, web: http://www.ristorantedagiulia.it/): affacciato sulla pedonale e rilassante piazza Gramsci (con area dehors nel periodo estivo), è un ristorante "a gestione familiare" nel senso più proprio del termine, dato che ci lavorano praticamente tutti i membri della famiglia, mamma Giulia (la chef) in testa. La matrice è mediterranea, in un azzeccato crogiuolo siculo-pugliese (regioni di nascita dei coniugi Galantino), con una predilezione per il pesce, freschissimo.
  • Kitchen (via Neera 40 - quartiere Chiesa Rossa, tel. 02.84.89.57.49, web: http://www.kitchenristorante.com/): premesso che, trovandosi in periferia in mezzo al (quasi) nulla, "bisogna andarci" ed è improbabile imbattercisi, è un ambiente moderno ma vellutato. Pochi tavoli e pochi piatti, estremamente curati e adattati alle stagioni.
  • Gattò (via Castel Morrone 10 - quartiere XXII Marzo, tel. 02.70.00.68.70, web: http://www.gattomilano.com/): "viaggi robe cucina" è lo slogan del locale, così, tanto per confondere le idee... E in effetti la location è piacevolmente spiazzante, passando da un'area negozio ad una ristorante (di stampo "franco-partenopeo"), il tutto corredato da oggetti provenienti da viaggi vari.
  • Trattoria Arlati (via Alberto Nota 47 - quartiere Bicocca, tel. 02.64.33.327, web: http://www.trattoriaarlati.it/): ci sono espressioni, legate alle recensioni dei ristoranti, delle quali spesso si abusa. Una è "gemma nascosta", ma quando ci vuole ci vuole. E' il caso di questo luogo, al quale si accede suonando un campanello come in un circolo, quale in effetti potrebbe essere. Luci basse, pezzi d'arte qua e là, atmosfera carezzevole e cucina strettamente milanese: riso al salto, ossobuco, cotoletta. Benvenuti in casa Arlati.

:: Shopping

  • Giolina e Angelo (via Solferino 22/A - quartiere Brera, web: http://www.giolinaeangelo.com/): la nuova casa di Angelo Mereu, mente creativa del vecchio storico Merù. A pochi passi dal precedente negozio, una boutique dai bijoux originali e sbarazzini, realizzati con la filosofia del "pezzo unico". Creatività tipicamente italiana.
  • Magazzini 10 Corso Como (via Tazzoli 3 - quartiere Garibaldi, tel. 02.29.01.51.30): mentre la folla si precipita al 10 di Corso Como, in questi magazzini approdano le rimanenze delle principali firme presenti nello store di Carla Sozzani. Il risparmio oscilla in media tra il 30 e il 50%.
  • Mulino Dock's Dora (via Toffetti 9 - quartiere Corvetto, web: http://www.docks-dora.com/): bazar del vintage in un vecchio mulino, soprattutto anni 70. Capi unici ed originali per uomo e per donna, dal casual allo sportivo.
  • Spazio Rossana Orlandi (via Bandello 14 - quartiere Magenta, web: http://www.rossanaorlandi.com/): un’antica fornace in un tipico cortile interno milanese è diventato un irrinunciabile crocevia della moda e del design contemporaneo. Grande spazio ai giovani designer scoperti in giro per il mondo.
  • Agua del Carmen (via Cesare Correnti 23 - quartiere via Torino, web: http://www.aguadelcarmen.eu/): uno spazio polivalente con un denominatore comune: gli anni 50. Contornato da ritratti delle ambasciatrici della femminilità - Audrey Hepburn & C. -, ogni angolo del negozio nasconde una piccola gemma: abiti, scarpe, borse, fiori, accessori. E perfino champagne.
  • Made in the shade (Ripa di Porta Ticinese 53 - quartiere Navigli, web: http://www.bsbee.com/): lifestyle store direttamente affacciato sulla poetica cornice del Naviglio Grande. Ispirandosi nella scelta del nome ad un celebre album degli Stones, propone abbigliamento e accessori etno-hippy con i marchi B'Sbee e Local Apparel.
  • Mauro Leone (corso di Porta Ticinese 60 e 103 - quartiere porta Ticinese, web: http://www.mauroleone.com/): nello spazio di una stanza, i modelli di scarpe da donna più originali a prezzi accessibili.
  • Abside (vicolo Santa Caterina 1 - quartiere Porta Romana, web: http://www.ab-side.it/): bizzarro punto di incontro tra ricercato negozio di abbigliamento (che accoglie prevalentemente creazioni uniche di designer italiani e stranieri) e libreria dell'usato.
  • Officine via Neera (via Neera 14 - quartiere Famagosta, web: http://it-it.facebook.com/pages/Officine-Via-Neera/154930617891986?v=info): laboratorio / negozio nel quale regna lo spirito creativo "da officina". La produzione spazia dai bijoux agli accessori per la casa, ma c'è anche un'area dedicata ai mobili recuperati in giro per il mondo. Atmosfera molto cordiale, ogni tanto ci scappa pure una tazza di thé.
  • Amici GranieVaghi (via Lomazzo 11 - quartiere Chinatown, web: http://www.granievaghi.com/): laboratorio artigianale specializzato nella creazione di fantasiosi bijoux utilizzando perlopiù materiali poveri. Oltre all'area espositiva, sul retro c'è la vera e propria fucina creativa dove vengono "sfornate" a ritmi vertiginosi nuove opere, anche su commissione.
  • Self Made (via Bertini 6 - quartiere Chinatown, web: http://www.selfmade.it/): un atelier che si presenta con l'ambizione di "vestire la donna splendida che ognuna di noi è" non può che richiamare milanesi in cerca di gratificazioni e, soprattutto, abiti in grado di valorizzarle. E infatti, ecco capisartoriali insoliti e il clima del ritrovo tra amiche in vena di scambiarsi consigli vestiari.
  • Miki Thumb (via Fiamma 40 - quartiere XXII Marzo e via San Giovanni sul Muro 12 - quartiere Cairoli, web: http://www.mikithumb.com/): o più semplicemente Michela Pollice, fondatrice di questi due accattivanti punti vendita specializzati in capi d'abbigliamento ed accessori lontani dalle mode tradizionali. In particolare sono da segnalare le fantasiose borse ispirate liberamente ad uno spensierato "Saint Tropez style".
  • Moving Shop (tel. 02.58.30.57.44 e 335.62.48.117): in tempi di pop-up stores, ecco la moda che viaggia per la città su colorate e personalizzate Ape Piaggio. Da un'idea di Valeria Ferlini, è uno sfrecciare di moving shops tematici: le stoffe di Bellora,  le collezioni di C'est comme Ça, i maglioncini di Punto Cashmere... "Uno sciame di moda" è l'azzeccato claim dell'iniziativa: "chiamala quando vuoi, viene dove vuoi".
  • Tantrika Shop (via Pollaiuolo 2 - quartiere Isola, web: http://spaziotantrika.blogspot.com/): accessori, abbigliamento, produzioni indipendenti. E, spesso, esposizione d'arte. Proprio di fronte al Frida, in un ideale vis-à-vis della Milano più funky, concentra in pochi metri quadri una selezione di "pezzi" ognuno con un proprio fascino particolare ed una sua storia da raccontare. Dai quadri di Arnold (sì, quello del telefilm anni 80) ai gioielli cheap-chic con materiali di riciclo: chiedete lumi alle proprietarie, e ve ne decanteranno le virtù.
  • Superfly (Ripa di Porta Ticinese 27 - quartiere Navigli, web: http://www.superflyvintage.com/): vintage wear di qualità, per uomo e donna. Con una predlilezione per la swinging London anni '60 e '70, città nella quale, non a caso, hanno vissuto i proprietari. Da "spulciare" anche la bigiotteria.
  • Salvatore + Marie (via Vigevano 33 - quartiere Navigli, tel. 02.89.42.21.52): design eccentrico e moda poetica, ovvero Salvatore e Marie. Tutti gli oggetti esposti vanno analizzati centimetro per centimetro, ognuno con la sua storia avvincente, ma uniti da una comune matrice: la produzione handcraft, simbolicamente rappresentata dal tavolo composto da migliaia di vetri ripescati nei fondali delle acque di Murano o dall'enigmatica tazzina da caffé bouleversée.
  • Choses (via Paolo Giovio 28 - quartiere corso Vercelli, tel. 02.45.49.11.41): capi raffinati di provenienza garantita - Italia o Francia, principalmente di griffes "sottotraccia" rispetto al panorama della moda milanese più glam - caratterizzati da dettagli per vere intenditrici.
  • Wait and See (via Santa Marta 14 - quartiere Borsa, web: http://www.waitandsee.it/): stimolante seppur piccolo spazio gestito dalla designer Uberta Zambeletti, all'interno di un ex convento del '700 nella vecchia Milano. Abbigliamento, accessori, bijoux, oggetti e cartoleria: tutti con una loro storia, vintage o oltreconfine, provenienti da cento fornitori selezionati, perlopiù in esclusiva.
  • Sartoria San Vittore (via Terraggio 28 - quartiere Sant'Ambrogio, web: http://www.sartoriasanvittore.com/): San Vittore inteso come il carcere... Un esemplare caso di reinserimento nel mondo del lavoro di alcune detenute che, attraverso il fashion brand del penitenziario, propongono dignitosi capi di abbigliamento lavorati dall'inizio alla fine dietro alle sbarre, attraverso la partnership con la Cooperativa Alice.

 

NOTA: Le informazioni presentate in questa sezione erano accurate al momento della pubblicazione e vengono periodicamente aggiornate. Ciò nonostante è possibile che subiscano delle variazioni senza preavviso.  

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