Stampa

New York

:: Hotel

  • Hotel Giraffe (365 Park Avenue South e 26th Street - quartiere Midtown Manhattan, tel. +1 212-685-7700, web: http://www.hotelgiraffe.com/): "residenza di lusso e non albergo" ama definirsi questo luogo, e una volta dentro si capisce perché. Non a caso è stato recentemente eletto "best boutique hotel" da Citysearch.com New York. Le stanze sono poche (73, di cui 21 suites), con soffitti alti e dettagli raffinati (tra cui sedie antiche, fotografie della New York anni 20, lenzuola e asciugamani in cotone egiziano).
  • Abingdon Guest House (21 8th Avenue - quartiere Greenwich Village, tel. +1 212-243-5384, web: http://www.abingdonguesthouse.com/): in realtà sono due adiacenti guest-house in pieno Greenwich Village, site in eleganti palazzine del 1850. Le camere sono arredate con mobili antichi. Accertarsi di ottenere le stanze con bagno esclusivo!  Completa il quadro un soggiorno comune affacciato su un bel giardino.
  • Chambers (15 West 56th Street, 5th Ave - quartiere Midtown Manhattan, tel. +1 212-974-5656, web: http://www.chambershotel.com/): albergo che coniuga un lato iper-moderno post-industriale ad un altro fortemente artistico. Capita così di imbattersi in opere d'arte lungo i corridoi che portano alle stanze spaziose e attrezzate con ogni supporto tecnologico. Elementi distintivi sono la presenza di terrazzi con vista Manhattan in alcune suites (una "gemma rara" a New York) e un ristorante, il "Má pêche", ritenuto tra i migliori in città. Le stanze sono 77.
  • Stay the Night (18 East 93rd Street, tra 5th Ave. e Madison Ave. - quartiere Upper East Side, tel. +1 212-722-8300 web: http://www.staythenight.com/): tre grandi suites vittoriane e quattro stanze in un'accogliente townhouse riconvertita in B&B a Carnegie Hill, a due minuti da Central Park.

:: Idee

  • Mercatino della "Marqueta" a Harlem (Park Avenue tra la 111th e la 116th Street): vestiti usati e bigiotteria, essenze e dischi, si trova di tutto in questo "quadrilatero" di East Harlem divenuto il crocevia tra la cultura afro-americana e quella portoricana. Estendendo la visita di qualche metro, si arriva alla 118ma, dove il ritmo ininterrotto della musica caraibica scandisce la vita di quartiere.
  • "Siesta" da Yelo (315 West 57th Street, tra la 8th e la 9th Avenue, web: http://www.yelonyc.com/): "The city that never sleeps needs a nap!" è il motto di questo luogo. Perché la frenesia newyorchese ogni tanto richiede una sosta, e questo è il posto giusto: "pennichelle" di 20 o 40 minuti, magari accompagnate da un trattamento di riflessologia e, via!, si può ripartire.
  • "Full immersion" musicale da Other Music (15 East 4th Street - quartiere Greenwich Village, web: http://www.othermusic.com/): per trascorrere qualche ora a ripescare CD introvabili del passato o a scoprire artisti del panorama underground e sperimentale c'è questo negozio, vera "mecca" della musica per intenditori.
  • Grand Opening (139 Norfolk Street - quartiere Lower East Side, web: http://www.grandopening.org/): un concetto prima ancora che un luogo. Come dice il nome, questo spazio è in perenne "apertura", in grande stile. Funziona così: ogni volta la struttura apre ad una nuova attività pop-up (oggi area giochi con tavoli da ping-pong e studi di registrazione TV amatoriali, un domani area per un outlet di abbigliamento, e così via): finito il periodo si smonta tutto, e si riallestisce lo spazio.
  • La vigna sul tetto a Manhattan di Latif Jiji (East 92nd Street - quartiere Upper East Side, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ): una delle più incredibili storie newyorchesi. Latif Jiji, ingegnere iracheno trapiantato negli USA e professore al City College of New York, nel 1977 piantò per gioco quattro filari in uno spicchio di tetto del suo appartamento in piena Manhattan. Nel corso degli anni questo divertissement è diventato un gioco serio, considerato che la vigna ha occupato l'intero terrazzo e la produzione di vino (con etichette personalizzate e marchio "Chateau Latif") segue oggi processi altamente professionali.
  • Gita al mare a Fort Tilden: un'ex base militare sulla penisola Rockaway nel Queens. La frenetica Manhattan dista pochi chilometri, eppure, per dirla come il New York Times, "Fort Tilden State Park feels like the city’s best-kept secret". Sabbia fine, spiaggia infinita pressoché deserta, mare aperto e, dal ponte in cima a Battery Harris East, una vista mozzafiato sullo skyline newyorchese. Unica controindicazione: per arrivarci occorre fare una lunga scarpinata. Del resto, le cose belle vanno guadagnate, soprattutto a New York.
  • Pomeriggio bucolico con vista Hudson in pieno Bronx (c/o Wave Hill, West 249th Street and Independence Avenue (front gate) - quartiere Bronx, web: http://www.wavehill.org/): il verde newyorchese non è solo a Central Park. In questo giardino pubblico di ventotto acri si scopre il Bronx che non ti aspetti. Al suo interno si trovano anche laboratori per bambini, programmi di orticultura e mostre d'arte.
  • Viaggio nel XIX° secolo alla Merchant House (Merchant's House Museum, 29 East Fourth Street - quartiere NoHo, web: http://merchantshouse.org/): "the only family home preserved intact from the 19th century", ovvero l'unica testimonianza di cos'era la normale vita cittadina nell'800, il periodo in cui ci fu l'epocale metamorfosi di New York da porto coloniale a metropoli e capitale morale degli Stati Uniti. Una suggestiva rappresentazione parallela di vita privata e vita pubblica.
  • Il collage a cielo di aperto di 'graffiti art' (Jackson Ave. angolo Davis Street, Long Island City - quartiere Queens, web: http://5ptz.com/): né museo né galleria, piuttosto una valvola di sfogo per talentuosi dello spray. Un'ex warehouse che delimita un intero blocco di Long Island City, a dimostrazione che l'arte, anche quella graffitara, può sempre stupire. E, sul tetto, altri graffiti e una vista su Manhattan.
  • I giardini autogestiti di Alphabet City (Avenues A, B, C, D, tra Houston Street e 14th Street - quartiere Lower East Side): un tempo zona malfamata e poi distrutta da una serie di incendi, Alphabet City è stata rilanciata dagli abitanti del quartiere che, animati da un forte spirito collettivo, hanno saputo realizzare, nei vuoti creati dalle case distrutte, altrettanti piccoli giardini autogestiti. I giardini, pur tutti di dimensioni contenute, presentano un’ampia gamma di tipologie: quelli rustici, con alberi radi, niente erba e polli ruspanti; quelli ricercati, con una grande varietà di piante molto ben curate e angolini in cui sedersi al fresco studiati nei minimi dettagli; quelli "vetrina", con spazi per esporre sculture di vario genere e materiali. Elementi comuni di tutti: attività condivise, chiacchiere e acquisto collettivo di ortaggi biologici.

:: Locali

  • The Grey Dog's Coffee (33 Carmine Street - quartiere West Village, web: http://www.thegreydog.com/): colazione fresca e luculliana in un vissuto "neighborhood bar", con vista sul Village. Altro che Starbucks! Unico inconveniente: il posto è piccolo, spesso c'è da attendere per un tavolo. Ma, come è scritto a caratteri cubitali su una lavagna all'ingresso, bisogna avere pazienza, quindi "Don't stress Dude!"
  • Teany Teas (90 Rivington Street - quartiere Lower East Side, web: https://www.teany.com/cafe): piccolo e poco appariscente locale specializzato in tè (ce ne sono centinaia di tipi, anche rari). E’ di proprietà di Moby, spesso presente e talvolta nelle vesti di barman.
  • Pink Pony (176 Ludlow Street - quartiere Lower East Side, web: http://www.pinkponynyc.com/): sarebbe anche ristorante, ma il suo forte è l'ambiente più che il menu. Vero "laid back" angolo del Lower East Side, è la meta indicata per isolarsi in lettura o scrittura, sorseggiando un buon vino francese.
  • Barbès (376 9th Street at Sixth Ave. - quartiere Brooklyn, web: http://www.barbesbrooklyn.com/): "performance neighborhood bar" dalle radici franco-marocchine (Barbès è infatti anche un quartiere di Parigi con forte presenza araba). Ospita concerti dal vivo di artisti dalle origini più disparate, un vero crogiuolo musicale. Atmosfera molto conviviale.
  • Nublu (62 Avenue C - quartiere Lower East Side, web: http://www.nublu.net/): nascosto al punto giusto, è il tipico caso di "cantina" per esibizioni live. Minuscolo e celato dietro ad una grande tenda all'ingresso, è luogo di eclettiche sperimentazioni sonore. La sensazione è quella di un affollato festino casalingo.
  • Southpaw (125 Fifth Avenue - quartiere Brooklyn, web: http://www.spsounds.com/): eletto da "Time Out" uno dei 5 migliori locali dove ascoltare musica dal vivo in città, questo enorme ex "Discount" propone un calendario di concerti di alta qualità.
  • Arlene's Grocery (95 Stanton Street - quartiere Lower East Side, web: http://www.arlenesgrocery.net/): il nome inganna, in realtà questo posto non ha più nulla a che vedere con i prodotti di drogheria. Questa ex drogheria/macelleria è oggi uno dei luoghi dove ascoltare rock dal vivo, in un ambiente sempre animato, seguendo il motto "Fresh Music Cold Beer". Da segnalare anche il "Butcher Bar"al suo interno.
  • The Living Room (154 Ludlow Street - quartiere Lower East Side, web: http://www.livingroomny.com/). il locale dove ha mosso i primi passi Norah Jones, è un ambiente intimo e familiare - proprio come il focolare domestico -, l'ideale per ascoltare al meglio le esibizioni dal vivo di talentuosi musicisti.
  • Mercury Lounge (217 East Houston Street - quartiere Lower East Side, web: http://www.mercuryloungenyc.com/): fucina di talenti del panorama musicale newyorchese, è specializzato in indie-rock. Il posto è piccolo, se si vuole prendere un pausa dal concerto c'è il minuscolo bar.
  • Pete's Candy Store (709 Lorimer Street - quartiere Brooklyn, web: http://www.petescandystore.com/): emblema di una delle varie facce di New York. Un ex negozio di caramelle divenuto uno spazio artistico e ludico, dall'arredo decisamente kitsch, ma in grado di regalare piacevoli serate: letture di poesie, bingo con signore che si accapigliano per premi da 99 cents, giochi di società, musica dal vivo. Una sagra di paese in miniatura.
  • American Legion Post (248 West 132nd Street, tra la 7th e la 8th Ave. - quartiere Harlem, tel. 212-283-9701): il ritrovo della "vecchia guardia", ha in programmazione due imperdibili jazz sessions ogni settimana (il giovedì sera e la domenica pomeriggio).
  • Smoke (2751 Broadway, tra la 105th e la 106th - quartiere Harlem, web: http://www.smokejazz.com/): altro piccolo gioiello per gli amanti del jazz. Solo 70 posti a sedere, candele e comodi sofà, per gustarsi ogni nota in totale relax.
  • Union Hall (707 Union Street at Fifth Avenue - quartiere Brooklyn, web: http://unionhallny.com/): una taverna in formato-maxi. Intere pareti di librerie, poltrone in pelle, caminetto, un bel patio, persino due piste di bocce. Come sottofondo una colonna sonora indie-pop e continue esibizioni "live". Per dirla come i proprietari: "it offers downtown style mixed with Brooklyn’s trademark down-to-earth friendliness".
  • Joe's Pub (425 Lafayette Street - quartiere NoHo, web: http://www.joespub.com/): c'è da avvicinarsi con il dovuto rispetto a questo eclettico club eletto dal "Village Voice" niente meno che "Best Excuse To Let A Single Venue Dictate Your Musical Taste"! Eppure, pur essendo all'interno del Public Theater, rimane un ribalta relativamente off della scena musicale cittadina.

:: Ristoranti

  • The Little Owl (90 Bedford St., at Grove Street - quartiere Greenwich Village, tel. 212-741-4695, web: http://www.thelittleowlnyc.com/): cucina mediterranea con ingredienti freschi di stagione in questo piccolo locale a Greenwich Village. Grandi vetrate sul quartiere e cucina a vista. I posti a sedere sono solo 24.
  • Tanoreen (7704 Third Ave., Bay Ridge - quartiere Brooklyn, tel. 718-748-5600, web: http://tanoreen.com/): specializzato in cucina medio-orientale, questo ristorante è una vera delizia. Spezie e carni abbinate con maestria, la chef Rawia Bishara vi guiderà nel suo percorso culinario. Il posto è modesto, ma la cucina è eccellente.
  • Nyonya Cuisine Penang (194 Grand Street - quartiere Soho, tel. 212-334-3669): prezzi abbordabili, cibo eccellente. E' la formula di questo ristorante (sempre aperto) solo apparentemente scialbo, che propone specialità malesi (con influenze cinesi, indiane e thai) in grado di richiamare newyorchesi di ogni tipo.
  • Balthazar (80 Spring Street, tra Broadway e Crosby - quartiere Soho, tel. 212-965-1414, web: http://www.balthazarny.com/): trafficato bistrot che richiama alla Parigi dei tavoli ravvicinati nel Quartiere Latino, a cominciare dalla cucina che riprende piatti della tradizione francese (ottimi sia carne che pesce). Da non farsi sfuggire il pane appena sfornato dalla Balthazar Bakery.
  • Schiller's Liquor Bar (131 Rivington Street - quartiere Lower East Side, tel. 212-260-4555, web: http://www.schillersny.com/): atmosfera da speakeasy, per i piatti di rotisserie (pollo e patate su tutto) è uno dei luoghi migliori della città. Il vino viene proposto nelle versioni "cheap", "decent" e "good": è consigliabile scegliere il "cheap".
  • Freemans (in fondo a Freeman Alley, raggiungibile da Rivington Street, tra Bowery and Chrystie Street - quartiere Lower East Side, tel. 212-420-0012, web: http://www.freemansrestaurant.com/): una american tavern "clandestina" in fondo ad un appartato vicolo cieco, location ideale per un regolamento di conti senza clamori! Insomma, quanto di più "for locals only" ci possa essere in città. La cucina è semplice, andando a pescare nella tradizione americana. L'arredo è molto basic. Una curiosità: è salita agli onori della cronaca per aver "rimbalzato" le gemelle Bush jr. con la seguente motivazione: "Per voi sarà tutto occupato fino allo scadere del mandato presidenziale di vostro padre". Ora finalmente potranno venirci.
  • Aurora (70 Grand Street - quartiere Brooklyn, tel. 718-388-5100, web: http://auroraristorante.com/): forza del "passaparola", la fama di questa trattoria italiana dall'atmosfera calda (anche per via del parquet, dei mattoni e di un bel giardino) ha varcato i confini di Brooklyn per conquistare gli esigenti avventori di Manhattan. Anche per questo ha aperto un secondo ristorante downtown. Ma l'originale è sempre meglio, soprattutto per andare a gustare gli eccellenti gnocchi alla fonduta di tartufi.
  • Peter Luger (178 Broadway - quartiere Brooklyn, tel. 718-387-7400, web: http://www.peterluger.com/): in questo angolo di Brooklyn si fa la fila per gustare la più buona carne alla griglia di New York (obbligatorio prenotare con giorni di anticipo). Nato come "il macellaio degli americani" nel lontano 1887, oggi Peter Luger è un'istituzione per i newyorchesi.
  • PapaYe (196 McClellan Street at Sheridan Ave. - quartiere Bronx, tel. 718-681-3240): per chi si avventura nel "malfamato" Bronx (oggi molto meno, anche qui è in atto una riconversione), questo semplice ristorantino ghanese è una soluzione a buon mercato per gustare alcune specialità africane: niente menu, si va sicuri ordinando "penaut soup with goat" e "porridge-like fufu".
  • Barney Greengrass (541 Amsterdam Avenue at 86th Street - quartiere Upper West Side, tel. 212-724-4707, web: http://www.barneygreengrass.com/): "jewish deli" nato nel 1908 specializzato in pesce affumicato in numerosi modi. Non a caso nell'Upper West Side è soprannominato "the sturgeon king". L'arredo è modesto, l'ambiente è gioviale. E soprattutto, come scrisse un giornalista del New Yorker, "the cuisine at this Upper West Side delicatessen is one of the greatest gifts Jewish Culture has brought to mankind since the ten commandments".
  • Brooklyn Fish Camp (162 5th Avenue - quartiere Brooklyn, tel. 718-783-3264, web: http://www.brooklynfishcamp.com/): locale "pesce-centrico" recentemente premiato come Best new Brooklyn Restaurant dalla rivista "Eat Out". Come spesso accade, la regola "cibo ottimo-posto piccolo-tre quarti d'ora d'attesa media" funge da deterrente, ma chi ha pazienza viene premiato da piatti a base di crostacei freschi. Da assaggiare in particolare i lobster roll, specialità della casa.
  • Milon (93 1st Ave. tra la 5th e la 6th Street - quartiere Lower East Side, tel. 212-228-4896): per chi in un ristorante non cerca solo il cibo buono (qui è poco più che discreto) ma anche un'esperienza memorabile questo è il posto adatto. Ristorante indiano dall'atmosfera "pop barocca", di sera scatta la festa a suon di musica assordante e mille luci. C'è chi canta, chi balla, chi mangia: anche questa è New York.
  • Sakagura (211 East 43rd Street, Basement 1, tra la 2nd e la 3rd Ave. - quartiere Midtown Manhattan, tel. 212-953-7253, web: http://www.sakagura.com/): in un sotterraneo anonimo, nelle viscere di palazzi pieni di uffici operosi, è un indirizzo sottilineato in rosso sui taccuini degli amanti della vera cucina nipponica. Punto in più: una lista di oltre duecento tipi di sake.
  • Pearl (18 Cornelia Street - quartiere Greenwich Village, tel. 212-691-8211, web: http://www.pearloysterbar.com/): oyster bar dove gustare succulenti lobster roll e clam chouder. C'è da sgomitare un po' al bancone o nei piccoli tavolini, ma qui, soprattutto nelle sere autunnali e con un briciolo di fantasia, sembra di essere in un ristorantino sulla costa del Maine.
  • Ivo & Lulu (558 Broome Street - quartiere SoHo, tel. 212-226-4399): della famiglia dei ristoranti byob ("bring your own bottle"), è un raccolto bistrot franco-caraibico specializzato in cibo organico. Non a caso il suo claim all'ingresso è "Organic Food Pour Les Gastronomes". Ad onor del vero, l'ambiente homey e il concept del locale sono meglio del cibo.
  • Enoteca Maria (27 Hyatt Street - quartiere Staten Island, tel. 718-447-2777, web: http://www.enotecamaria.com/): manifesto perfetto dell'immigrazione italiana in città, è la storia di un gruppo di "nonne ai fornelli", che si alternano in cucina per proporre ricette tipiche delle varie regioni dello Stivale. Ad aumentare la sensazione di home cooking sono le contenute dimensioni del locale - solo trenta posti - e il poetico arrivo da Manhattan: con il South Ferry attraversando il New York Harbor.

:: Shopping

  • Vintage Tour nell’East Village: è il quartiere specializzato in capi vintage (soprattutto femminili). A questi si affiancano quelli nuovi riprodotti secondo le mode dei decenni scorsi. I negozietti qui pullulano, ma una merita una menzione speciale: Argosy (428 East 9th Street, web: http://www.facebook.com/pages/Argosy/135696753145820), per le t-shirt anni ’70 e ’80.
  • Opening Ceremony (35 Howard Street, tra Broadway e Lafayette Street, web: http://www.openingceremony.us/): tra pareti viola e cristalli, in questo spazio si effettua un viaggio nel mondo, Paese per Paese. La particolarità sta infatti nella tematicità delle collezioni: per ogni Paese vengono presentate proposte variegate, dallo stilista di grido al couturier di nicchia, dalle offerte dei grandi magazzini alle occasioni dei mercatini.
  • A Détacher (262 Mott Street, North Houston Street - quartiere Nolita, web: http://www.facebook.com/pages/A-Detacher/156802437693954): una via di mezzo tra un appartamento e un negozio. I capi d'abbigliamento da donna proposti in questo spazio della stilista-designer Mona Kowalska sono un inno all'eccentricità.  
  • Blue Bag (266 Elizabeth Street, north Houston Street - quartiere Little Italy, web: http://www.facebook.com/pages/Blue-Bag/209315652436940): borse e borsette da tutto il mondo in uno store che si è meritato recentemente la nomination nella shortlist del "Best of New York cool shopping" del New York Times. La sua caratteristica è quella di proporre pezzi unici.
  • Jelena Behrend Studio (181 Chrystie Street - quartiere Nolita, web: http://www.jelenabehrendstudio.com/): artista dei gioielli su misura, ideati e realizzati direttamente da lei, Jelena, croata trapiantata a New York. I suoi pezzi sono diventati protagonisti di numerosi servizi fotografici e sono stati ordinati da "trend-setters" della portata di Madonna. Una predilezione per oro e argento, non disdegna però altri materiali, l'importante è la creatività.
  • Tg-170 (77 Ludlow Street - quartiere Lower East Side, web: http://www.tg170.com/): abbigliamento donna di tendenza in questa fantasioso spazio divenuto in breve tempo uno dei "segreti" della New York più curiosa (in origine era una galleria d'arte). Particolarmente interessanti anche le borse realizzate con materiali riciclati e i gioielli.
  • INA (101 Thompson Street - quartiere SoHo, web: http://inanyc.com/): di questa mini-catena di cinque consignment stores (abiti usati da attrici in scena e poi messi in conto vendita), lo spazio di SoHo è senz'altro il più allettante. Particolarmente indicato per le amanti di "Sex and the City".
  • InnaSense (215 West 10th Street - quartiere West Village, web: http://www.innasensegems.com/): gemme preziose e semi-preziose utilizzate da due creative sorelle russe per realizzare orecchini, bracciali, anelli e collane in eleganti pezzi unici.
  • Ilana Fine Jewelry (42 University Place - quartiere Greenwich Village, tel. 212-473-1057): ovvero, come un'onesta bottega di riparazione di orologi e gioielli può diventare un negozio di tendenza. Il trucco? Molti "sbadati" possessori di oggetti di pregio con piccoli guasti se ne liberano senza pensarci troppo. E gli artigiani Bob e Ted li riportano a nuova vita, più splendenti che mai, pronti per essere re-indossati. 
  • Dave's Quality Meat (7 East 3rd Street - quartiere East Village, web: http://www.dqmnewyork.com/): un'ex macelleria riconvertita in "santuario delle sneakers". Modelli unici e introvabili, di marca e non. E, per ricordare le origini del negozio, pezzi di manzo appesi qua e là e confezioni che riprendono quelle della carne surgelata.
  • French Sole (985 Lexington Avenue - quartiere Upper East Side, web: http://www.frenchsoleshoes.com/): dal 1982 è la più grande esposizione planetaria di "ballerine" - intese come scarpe - con più di 500 modelli, dallo stile aggressivo "animal prints" al più sobrio  "sloop". C'è da chiedersi come faccia a starci un simile campionario in un negozio così piccolo.

 

NOTA: Le informazioni presentate in questa sezione erano accurate al momento della pubblicazione e vengono periodicamente aggiornate. Ciò nonostante è possibile che subiscano delle variazioni senza preavviso.  

Copyright © 2007-2012 Tipi Metropolitani® e Federico Pisanty. Alcuni diritti riservati.