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Parigi

:: Hotel

  • La Perle (14, rue des Canettes, 6° arr., tel. +33 01.43.29.10.10, web: http://www.hotel-paris-laperle.com/): è un "hotel-boutique" in un palazzo del 17° secolo, vero gioiello dietro a place Saint Sulpice. Si contraddistingue per il suo splendido cortiletto fiorito, inimmaginabile entrando dalla caotica rue des Canettes. Le 38 camere sono curate e confortevoli.
  • Pavillon de la Reine (28, place des Vosges, 3° arr., tel. +33 01.40.29.19.19, web: http://www.pavillon-de-la-reine.com/): affacciato sulla maestosa Place des Vosges, un albergo di stile recuperato da una magione del XVIII° secolo. Le stanze sono poche (55), tutte arredate con gusto e ognuna contraddistinta da elementi di arredo storico (arazzi, travi di quercia, tappezzerie pregiate). Vere "gemme" l'ingresso dalla piazza e l'accogliente caminetto nella hall, perfetto per la lettura nei mesi d'inverno.
  • Hotel Henri IV (25, place Dauphine, 1° arr. tel. +33 01.43.54.44.53, web: http://www.henri4hotel.fr/): un'esperienza unica, un viaggio indietro nel tempo. Mettete insieme: una delle piazze più suggestive di Parigi, sull'Ile de la Cité proprio a metà del pont Neuf, in un palazzo d'epoca, in camere spartane (alcune addirittura senza bagno: fate attenzione in fase di prenotazione!)... Potrebbe sembrare eccessivo, ma se volete vivere per una notte cos'era la Parigi dei bohèmiens, questa è la soluzione. E anche i prezzi sono d'altri tempi.

:: Idee

  • Nel cortile del Café de la Gare (41, rue du Temple, 4° arr., web: http://www.paris-danse.com/webcam-paris/webcam-paris.asp): in pieno Marais uno degli angoli più suggestivi (e nascosti) di Parigi. All'interno di un antico cortile si affacciano un "cafè-theatre", un ristorante-bar e la celebre "Scuola di Danza del Marais". Quest'ultima si "offre" al pubblico attraverso le sue vetrate. La sera, dalle 18 in poi, la fusione di musiche e passi ritmati conferisce al cortile un'atmosfera realmente coinvolgente.
  • Rilassarsi a Les Bains du Marais (31-33, rue des Blancs Manteaux, 4° arr., web: http://www.lesbainsdumarais.com/): Tutta la magìa della millenaria tradizione orientale con un tocco di charme francese. Un'esperienza indimenticabile fra i vapori, i profumi e le atmosfere dell'hammam più antico di Parigi.
  • Place Furstenberg, la piazza-scrigno di Parigi (6° arr.): assolutamente da visitare, soprattutto se si cerca lo sfondo romantico "da film" (non a caso è una location spesso usata nel cinema, vedi "L'appartement"). E' la piazza più piccola di Parigi, sulla quale si affaccia il museo Delacroix.
  • Les Frigos, là dove c'erano le carni oggi c'è l'arte (19, rue des Frigos, 13° arr., web: http://www.les-frigos.com/): ex stabilimento frigorifero per la conservazione della carne, questo luogo è divenuto l'emblema dell'arte "randagia" parigina. Come recita la descrizione sul sito "qui, ogni giorno, 200 creativi lavorano": pittori, scultori, fotografi, musicisti...
  • Esperienza una tantum a La Rotisserie (4, rue Saint Marthe, 10° arr., tel. 01.40.03.08.30, web: http://www.larotisserie.org/): in teoria dovrebbe andare nella sezione "Ristoranti" ma, essendo un luogo per stomaci forti, qui ci si viene più per vivere un'allegra esperienza afro-parigina che per la qualità del cibo, francamente mediocre (piatto della casa: coscia di pollo con banane fritte). Eppure lo spettacolo di una cooperativa al lavoro - al di là del bancone dieci persone che cucinano a turno in uno spazio di cinque metri quadri, al di qua quattro scalcinate tavolate comuni dove mangiare - vale il prezzo. Almeno una volta.
  • Acconciatura "fast" al Bar à Chignon (c/o Marianne Gray, 52 rue Saint-André des Arts, 6° arr., web: http://mariannegray.com/): per le donne in cerca di una trasformazione camaleontica ma allo stesso tempo express della propria acconciatura, magari per un appuntamento spuntato all'ultimo momento. Il tutto senza utilizzare né forbici né colori. Très parisien...
  • Quartiere de La Butte aux Cailles, la Montmartre non turistica (da rue de la Butte-aux-Cailles, 13° arr.): lo conoscono in pochi, persino tra gli stessi parigini. Eppure vale senz'altro una visita. Si sale la collina alle spalle di Place d'Italie, e - voilà - dai grattacieli ci si trova proiettati in un villaggio che riporta ai primi del '900, con i suoi ritmi blandi e i suoi negozietti artigianali.
  • Spesa al Marché d'Aligre, "il ventre di Parigi" (place d'Aligre, 12° arr., web: http://marchedaligre.free.fr/): mercato vibrante a... "buon mercato"! Bancarelle dal sapore nord-africano (marocchino e algerino in primis) con una "spruzzata" caraibica. Aperto tutti i giorni eccetto il lunedì, i suoi colori e i suoi profumi sono quasi ipnotici. E, frugando bene, salta fuori qualche spezia misteriosa o una stoffa pregiata. Benvenuti nel "ventre di Parigi".
  • Promenade Plantée, il viadotto ferroviario riconvertito (12° arr, dalla Bastiglia verso il Bois de Vincennes, web: http://www.promenade-plantee.org/): per oltre un secolo (dal 1859 al 1969) fu una linea ferroviaria per trasportare le merci. Poi, invece di abbatterla, si è deciso di trasformarla, con un coraggio architettonico tipicamente parigino, in una splendida passeggiata sopraelevata di oltre quattro chilometri, con vista sui tetti. I turisti la conoscono poco, i locali la scoprono giorno per giorno.
  • Passeggiando nella via dai colori pastello (rue Cremieux - 12° arr.): perpendicolare alla rue de Bercy, rappresenta una vera e propria galleria a cielo aperto di splendide realizzazioni artistiche: trompe l’oeil, affreschi dai colori pastello, farfalle disegnate sui muri e tantissime curiosità da scoprire, come immagini di gatti neri che sorvegliano le abitazioni, insegne d’epoca, vecchi orologi e una targa che ricorda il livello (1m75 !) raggiunto dall’acqua in occasione dell’inondazione del 1910...
  • Ballando alla Mouffetard, di domenica mattina (davanti alla chiesa Saint Médard, rue Mouffetard, 5° arr., web: http://www.petitbal.com/): ogni domenica dalle 11 alle 14, ha luogo uno spettacolo unico che incarna lo spirito parigino. Il collettivo “Paris Mouffetard Musette” anima la piazza cantando brani della Parigi d’un tempo al suono dell’armonica. I testi vengono distribuiti agli spettatori che possono così partecipare al canto corale dei grandi classici della canzone francese. A rendere ancor più magica l’atmosfera, numerosi ballerini che, nonostante l’età talvolta avanzata, si esibiscono in figure e pose plastiche da far invidia ai più giovani.
  • Rifare l'orlo bevendo un bicchiere in compagnia (c/o Sweatshop: 13, rue Lucien-Sampaix, 10° arr., web: http://www.sweatshopparis.com/): nella generazione degli Internet Point, va in contro-tendenza un luogo in cui, anziché postazioni PC, vengono noleggiate a tempo macchine da cucire Singer. Così, si può preparare il set di asciugamani per il bambino o stringere la gonna un po' larga, chiacchierando con i vicini di macchina. E alla sera, ci sono perfino gli apéro tricot.
  • La galleria d'arte "mono-opera", visibile da strada (c/o Galerie Pièce Unique: 4, rue Jacques Callot, 6° arr., web: http://www.galeriepieceunique.com/): l'originale concetto di questa galleria d’arte è di esporre una sola opera d’arte di un artista contemporaneo. Ad una condizione: l’opera deve essere realizzata appositamente per la galleria. L’opera unica esposta si trova al piano terra e una grande finestra che dà sulla strada invita i passanti a una sosta curiosa. Altra particolarità del luogo è la chiusura alle 2 del mattino per permettere una visita agli esteti nottambuli. 

:: Locali

  • Bar du Marché (75, rue de Seine, 6° arr.): anche se ubicato in piena Saint Germain des Prés - meta principale dei turisti (soprattutto italiani) - in questo locale si respira la vera vita parigina. La sua forza è la semplicità e la naturalezza con cui fa socializzare col vicino di tavolo. Consigliamo la prima colazione, per ammirare la piacevole frenesia del mercato di rue de Buci davanti a un pain au chocolat, un café e un jus d'orange pressé. In alternativa, appuntamento all'ora dell'aperò.
  • Café de la Nouvelle Mairie (19-21, Rue des Fossés-Saint-Jacques, 5° arr.): arredo anni '30 con vista sulla rilassante Place de l'Estrapade e la sua fontana. E, girato l'angolo, c'è il Pantheon. Propone un'assortita e qualificata scelta di vini al bicchiere.
  • Au petit fer à cheval (30, rue Vieille du Temple, 4° arr.): aperto nel 1903, questo minuscolo locale ruota intorno al bancone a forma di ferro di cavallo, dove, tra un'omelette e un bicchiere di vino, si possono fare quattro chiacchiere. Se invece si preferisce isolarsi in lettura o in scrittura, sono perfetti i tavolini all'aperto affacciati sull'ineguagliabile rue Vieille du Temple.
  • Le Taïs (129, Bvd. de Ménilmontant, 11° arr., tel. 01.43.55.67.90): si definisce restaurant / bar, e in realtà è proprio un ibrido. Alcune sere della settimana (generalmente il venerdì e il sabato) all'ora dell'aperitivo "offre" cous-cous con agnello e verdure a tutti, attirando fiumane di golosi. Ma è l'ambiente nell'insieme che merita: tavoli e sedie in legno, e spesso concerti dal vivo. 
  • Chez Georges (11, rue des Canettes, 6° arr.): ruspante "bar à vin", ideale per concludere la serata con un buon bicchiere. Lo spazio ridotto fa sì che il locale si estenda in strada, ma è il suo bello!
  • Chez Prune (36, Rue Beaurepaire - Quai Valmy, 10° arr., web: http://www.facebook.com/pages/Chez-Prune/164221203588310): affacciato sul Canal Saint Martin, e già questo basterebbe. E' un punto d'incontro del quartiere, soprattutto per l'aperitivo del dopo-lavoro. Propone anche tre o quattro piatti al giorno.
  • La cave des Abbesses (43, rue des Abbesses, 18° arr.): apparentemente, entrandoci, può sembrare una delle solite enoteche take away, stile Nicolas. Ma, se si dà retta all'olfatto, si viene richiamati dal profumo di formaggi che proviene da una piccola sala in fondo, dove è possibile perdersi in sublimi abbinamenti con vini al bicchiere.
  • Le Connétable (55, rue des Archives, 3° arr.): una meta della "carboneria" parigina, nel sottosuolo del ristorante che affaccia su strada (in pieno Marais). Qui, su consunti divanetti rossi, si beve e si ascolta musica dal vivo. Si anima soprattutto dopo mezzanotte.
  • Café Lou Pascalou (14, rue des Panoyaux, 20° arr., web: http://cafe-loupascalou.com/): "cuore pulsante" dell'animato e genuino quartiere Ménilmontant, ospita frequenti attività artistiche: mostre, concerti e sessioni di "slam" poetry.
  • Le Divan du Monde (75, rue des Martyrs, 18° arr., web: http://www.divandumonde.com/): inclassificabile per la sua unicità. Punto di incontro di culture artistiche e sonore di ogni angolo del pianeta, è davvero "l'ombelico del mondo" parigino.
  • Flèche d'Or Café (102 bis rue de Bagnolet, 20° arr., web: http://www.flechedor.fr/): in un'ex stazione ferroviaria, questo locale si contraddistingue per le esibizioni dal vivo di band emergenti. L'ambiente è cosmopolita e festaiolo.
  • La Maroquinerie (23, rue Boyer, 20° arr., web: http://www.lamaroquinerie.fr/): spazio artistico a tutti gli effetti, in parte caffè letterario, in parte - soprattutto - sala per concerti (musica eclettica: reggae, funk e "musiques du monde") nella sala in cantina. Il luogo è tutto da vivere, a cominciare dal cortile interno nelle notti d'estate.
  • La Bellevilloise (19-21, rue Boyer, 20° arr., web: http://www.labellevilloise.com/): di fianco a "La Maroquinerie" è la seconda meta della movida di rue Boyer. Un'antica "casa del popolo" riciclata in spazio polivalente dell'arte e della musica.
  • La Scène (2 bis, rue des Tailandiers, 11° arr., web: http://www.la-scene.com/): alla Bastiglia, nel quartiere della "festa mobile", è bene segnarsi questo indirizzo: qui si suona dal vivo ad alti livelli, in particolare soul femminile. Spesso resta aperto fino al mattino, diventando anche una meta da after-party.
  • Le Grenier (152, rue Oberkampf, 11° arr., web: http://www.facebook.com/pages/Le-Grenier/120213898033021): piccolo jazz club con esibizione nel week-end. Si riempie in particolare al sabato, quando dalle 19 offre cous cous gratis a tutti. Su due livelli, l'arredo si caratterizza per l'uso di trompe-l'oeil e ruote di carretti qua e là.
  • Abracadabar (123, Avenue Jean Jaurès, 19° arr., web: http://www.abracadabar.fr/): café concert, oasi di uno dei quartieri più "meticci" di Parigi, con il suo affascinante mélange di culture. Conviviale e caloroso, per riprendere una delle molte positive recensioni "une adresse à garder au coin de votre carnet, pour découvrir le 19° dans un mouchoir de poche".
  • La Cantine de Belleville (108, Blvd. de Belleville, 20° arr., web: http://www.myspace.com/lacantinedebelleville): serate eclettiche nell'ex Bar du Berry Zèbre, dal teatro alla musica, con una particolare predilezione per rock e jazz du monde.
  • Mécanique Ondulatoire (8, passage Thiéré, 11° arr., web: http://www.myspace.com/lamecanique): aperto nel giugno 2007, è un locale su tre livelli. Se il lounge bar a pian terreno è l'ennesimo esemplare della specie, molto più interessante è la cantina, dove si può ascoltare buona musica.
  • Alhambra (21, rue Yves Toudic, 10° arr., web: http://www.alhambra-paris.com/): "la scène de toutes les musiques", e infatti da qui transitano artisti che si cimentano nei generi più disparati: jazz, rock, folk, chanson française, musique du monde... Ad aumentare il fascino del luogo è la sua storia: una riconversione miracolosa da uffici (con questa destinazione d'uso nacque nel 1933) a luogo per la musica.
  • Bedford Arms (17, rue Princesse, 6° arr.): "lasciate ogni progetto per l'indomani voi che entrate!". Già, perché in questo minuscolo covo/circolo all'angolo con rue Guisarde (rinominata "rue de la soif" per l'alta densità di locali notturni) si sa a che ora si entra ma non a che ora si esce. E, soprattutto, non si può prevedere in che condizioni fisiche si uscirà! Comunque, una volta bypassato il filtro all'ingresso (trattandosi pur sempre di un circolo, sebbene con selezione a maglie larghe), ci si butta nella mischia e può accadere di tutto.
  • Marlusse et Lapin (14, Rue Germain Pilon, 18° arr., web: http://www.facebook.com/pages/Marlusse-Et-Lapin/164097143604734): come un ago in un pagliaio, ecco un locale veramente genuino dalle parti di Montmartre. Si sviluppa lungo tre stanze strette, una dopo l'altra, come in un vecchio appartamento. La sorpresa arriva all'ultima di queste stanze, dove, su due letti adibiti a divani, si assembra gente a conversare.
  • Le 114 (114, rue Oberkampf, 11° arr., web: http://www.facebook.com/CENTQUATORZE): "c'est comme chez toi, mais en mieux", così si presenta questo rock'n'roll club nel quale è un susseguirsi di concerti dal vivo. Nell'inflazionata rue Oberkampf è bene avere dei punti fermi affidabili...

:: Ristoranti

  • Lao Siam (49, rue de Belleville, 19° arr., tel. 01.40.40.09.68, web: http://www.facebook.com/pages/Lao-Siam/161012870587349?sk=info): a prima vista sembra inspiegabile che questo anonimo angolo di Belleville richiami tanti parigini. Eppure, senza prenotazione è spesso impossibile trovare un tavolo. La cucina è lao-thai, una visita vale la pena farla. Da assaggiare assolutamente la salade boeuf citronelle e il poisson cuit en feuilles de bananon.
  • L'As du Falafel (32, rue des Rosiers, 4° arr., tel. 01.42.77.89.94, web: http://www.facebook.com/pages/L-As-Du-Falafel/154927954539295): in una delle vie-simbolo del Marais, è l'indiscusso regno del falafel in città. Sempre pieno, offre l'alternativa tra mangiare in piedi per strada assistendo alla briosa vita di quartiere o all'interno in tavoli "alla buona".
  • Le Garde-Robe (41, rue de l'Arbre Sec, 1° arr., tel. 01.49.26.90.60, web: http://www.facebook.com/pages/Le-Garde-Robe/130666660319100): piccola accogliente "cave à manger" dove abbinare vini selezionati (prevalentemente del sud-ouest) a qualche piatto ottimamente cucinato (la specialità della casa è il "petit filet de maquereau fumé").
  • Aux Charpentiers (10, rue Mabillon, 6° arr., tel. 01.43.26.30.05, web: http://www.auxcharpentiers.fr/): un secolo fa punto di ritrovo per il pranzo degli operosi carpentieri del quartiere, oggi ha mantenuto l'informalità di quei tempi. La cucina è classica francese, con una particolare predilezione per la Corrèze (nella Regione Limousin). Non per niente il piatto sopraffino della casa è il "Limousine Boeuf".   
  • Chez Michel (10, rue de Belzunce, 10° arr., tel. 01.44.53.06.20): specializzato in cucina bretone, è informale e accogliente. I piatti seguono le stagioni, in autunno trionfa la cacciagione. Da provare l’astice bretone servito tiepido con asparagi e carciofi.
  • Waly-Fay (6, rue Godefroy Cavaignac, 11° arr., tel. 01.40.24.17.79, web: http://fr-fr.facebook.com/pages/WALY-FAY/34722727187#!/pages/WALY-FAY/34722727187?sk=info): cucina afro-antillese, questo locale non lontano dalla Bastiglia unisce l'esotismo all'intimità. E' consigliabile farsi guidare alla scoperta di questi gusti forti, tra pesce (il "Tiep Bou Dienn", il piatto nazionale senegalese) e carne (il "N'Dole").
  • Chez Gladines (30, rue des Cinq Diamants, 13° arr., tel. 01.45.80.70.10, web: http://www.facebook.com/pages/Chez-Gladines/110870728972903?sk=info): affollato e scoppiettante bistrot specializzato in cucina basca. Mettere in conto un'attesa non breve, ma sarà ripagata. E' una delle mete segnate col "circoletto rosso" dal mondo accademico, studenti e professori. E i molti litri di vino che scorrono producono riedizioni di discussioni che rimandano al "maggio parigino"!
  • Le Chateaubriand (129, avenue Parmentier, 11° arr., tel. 01.43.57.45.95, web: http://www.lechateaubriand.fr/): sotto la supervisione del talentuoso chef Inaki Aizpitarte, un luogo semplice nella forma e sofisticato nei piatti, rientrante nel filone dei "bistronomic". I posti sono pochi, possono esserci attese. Nel qual caso si può sorseggiare un buon vino al bancone bar con degustazione.
  • Chez Nénesse (17, rue de Saintonge, 3° arr., tel. 01.42.78.46.49): nell'alto Marais, quindi un po' fuori dai classici itinerari turistici, è un ristorante di quartiere specializzato in cucina tradizionale francese. A pranzo serve su tovaglie di carta, di sera tira fuori "il servizio buono". Piatto forte della casa è il  rôti de veau braisé.
  • Le Baratin (3, rue Jouye Rouve, 20° arr., tel. 01.43.49.39.70): un covo della Belleville più sanguigna, dove per farsi sentire dai compagni di tavola bisogna alzare il livello di decibel. La cucina è tradizionale, sebbene leggermente rivisitata. Lo chef consiglia: épaule d'agneau de Lozère, ratte et épinards frais.
  • Chez Janou (2, rue Roger Varlomme, 3° arr., tel. 01.42.72.28.41, web: http://www.chezjanou.com/): bistrot provençal accogliente a un tiro di schioppo da Place des Vosges. Due sale arredate con cimeli tipici del Midi, d'estate è consigliabile il dehors sulla strada, all'angolo della ricercata rue des Tournelles. Cucina dai sapori mordaci. Tocco in più: una scelta di oltre 80 tipi di pastis.
  • Le Chardenoux (1, rue Jules Valles, 11° arr., tel. 01.43.71.49.52, web: http://www.restaurantlechardenoux.com/): ristorante secolare recentemente ripreso in mano dallo chef Cyril Lignac, star dei fornelli alla TV francese. Il décor sembra rimasto lo stesso dei primi del '900, con legni, specchi e lampadari diffusi. La cucina rivisita in chiave gourmet ricette classiche.
  • Cantina Mundo (7, rue Marceau - Bagnolet, tel. 01.43.63.26.95, web: http://www.cantinamundo.com/): una scampagnata nei sobborghi cittadini per raggiungere questo ristorante e, in particolare, il suo incantevole giardinetto per quand il fait beau. La cucina è fusion, o, per dirla con le parole dello chef, "fraîche et inventive des 4 coins du monde".
  • Le Coupe Chou (9, rue de Lanneau, 5° arr., tel. 01.46.33.68.69, web: http://www.lecoupechou.com/): il valore aggiunto qui è la location, sia esternamente (in un vicolo alle spalle della Sorbonne) che internamente (un labirinto di piccole e chouettes sale su più livelli, in una taverna del diciassettesimo secolo). Il menu è tipicamente francese, piatto della casa è il classico bœuf Bourguignon.
  • Derrière (69, rue des Gravilliers, 3° arr., tel. 01.44.61.91.95, web: http://derriere-resto.com/): "dietro" alle altre location della famiglia - 404 e Andy Wahloo - questo ristorante rappresenta al meglio la tendenza metropolitana degli appartement de cuisine familiale, ristoranti inseriti in contesti e arredi domestici. Oltre ad essere buono, regala sorprese ed esperienze, come giocare a ping pong tra una portata e l'altra o scoprire il "passaggio segreto" in stile Narnia per accedere alla sala fumatori!
  • La Bigarrade (106, rue Nollet, 17° arr., tel. 01.42.26.01.02, web: http://www.bigarrade.fr/): una sala di soli 20 posti, con vista sulla cucina aperta e tecnologica freneticamente in azione sotto la regìa dello chef fuoriclasse Christophe Pelé (il nome è reale, non d'arte!). Ogni sera un menu fisso diverso, generalmente in due varianti, gourmand e gourmet (la seconda un po' meno cara della prima), presentati su una lavagne nera.
  • La Cerisaie (70, Bvd. Edgar Quinet, 14° arr., tel. 01.43.20.98.98): cucina e vini del sudovest francese, come viene orgogliosamente "annunciato" sulla rossa insegna all'esterno, in un piccolo e avvolgente covo all'ombra della Tour Montparnasse. Gestito dalla coppia Cyril-Maryse Layanne - lui gallonato chef ai fornelli, lei esperta sommelière in sala - ha il suo punto forte nei piatti a base di cacciagione, palombecanard su tutti.
  • Rino (46, rue Trousseau, 11° arr., tel. 01.48.06.95.85, web: http://rino-restaurant.com/): da non confondere ovviamente con il quasi omonimo 'Pino', mediocre catena di pizzerie molto popolari in città, è invece un piccolo gioiellino a conduzione italiana (lo chef è Giovanni Passerini) in prossimità della Bastiglia. La cucina però non è italiana tout court, dato che 'Rino' (vezzeggiativo con cui veniva chiamato in gioventù lo chef) ama sperimentare, utilizzando ingredienti bio, rigorosamente di giornata (così come il menu, che muta quotidianamente). Bien fait Rinò! 
  • La Petite Cuisine à Paris (web: http://www.thelittlepariskitchen.com/): di underground restaurants su Tipi Metropolitani si è già scritto, ma qui siamo all'estremizzazione di questa tendenza. In un minuscolo appartamento dalle parti di Belleville - indirizzo rigorosamente segreto, rivelato solo a invito partito - Rachel Khoo, una chef inglese trapiantata a Parigi, sperimenta (in vista della pubblicazione dei suoi libri di ricette) per sole due persone, sedute al tavolo della cucina, con vista sui fornelli! Piatti della tradizione francese rivisitati, allietati dalla compagnia della chef, terza (in)comoda del tête-à-tête. Per "farsi invitare" bisogna iscriversi alla newsletter e attendere: abile strategia di marketing? Può essere, se così fosse è riuscita.
  • Chez Petrelle (34 rue Petrelle, 9° arr., tel. 01.42.82.11.02, web: http://www.petrelle.fr/): arredo barocco fatto di pezzi accuratamente scelti con il fiuto da brocanteur di razza. L'atmosfera è romanticamente domestica, con candelieri, bouquet di fiori, libri e, talvolta, persino un gatto che passeggia tra i tavoli. La cucina è francese, la cantina è ottimamente fornita.

:: Shopping

  • Le Mouton à 5 Pattes (138, Bvd. Saint Germain, 6° arr., web: http://www.moutonacinqpattesparis.com/): tra capi (uomo e donna) di prima e seconda mano accatastati qua e là, l'affare è sempre a portata di mano. Ma ci vuole pazienza a scandagliare ogni angolo del negozio.
  • Free 'P' Star (8, rue Sainte Croix de la Bretonnerie, 4° arr., web: http://www.freepstar.com/): una friperie, per dirla alla parigina. Sgomitando qua e là, arrampicandosi su improbabili soppalchi, incuneandosi nello scantinato attraverso una stretta scala a chiocciola, qualcosa di bello salta fuori: abbigliamento e accessori, dallo stile "ballo delle debuttanti" al funky anni '70.
  • Le trois marches de Catherine B (1, rue Guisarde, 6° arr., web: http://www.catherine-b.com/): tre-gradini-tre per entrare in uno spazio che sembra il pregiato guardaroba della nonna, con pezzi vintage unici di Hermès e Chanel: borse, gioielli, foulard e vestiti. In pochi metri quadri la storia della haute couture francese.
  • Michel Perry (243, rue Saint Honoré, 1° arr., web: http://www.michelperry.com/): "le mie scarpe hanno un che di teatrale" ama dire lui, e in effetti a entrare nella sua boutique si rimane colpiti da scenografie a modo loro spettacolari. Un degno contorno a modelli che stanno facendo impazzire le sofisticate habituées di rue Saint Honoré.
  • Dépôt-Vente de Buci-Bourbon (6, rue de Bourbon-le-Château, 6° arr., tel. 01.46.34.45.05): due spazi all'ingrosso contigui di abbigliamento ed accessori très chic. In uno vintage classico, nell'altro vintage stravagante. Non resta che scegliere quale porta varcare.
  • Barboza (356, rue Saint Honoré, 1° arr., tel. 01.42.60.67.08): anche soprannominato "il giardino segreto di Annette (Barboza)", è una piccola boutique poco più grande di uno scrigno specializzata in gioielli antichi. Pezzi unici del XVIII° secolo, la loro visione catapulta l'immaginazione nella Francia delle sontuose feste a Versailles.
  • Ragtime (23, rue de l'Echaudé, 6° arr., tel. 01.56.24.00.36, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ): in un vicolo chic nei meandri di Saint Germain des Près, propone pezzi d'autore che hanno fatto sognare generazioni di donne conquistate dall'inimitabile stile parigino. A guidare nel viaggio c'è Francoise Auget, che si destreggia abilmente tra un vestito mozzafiato di Dior del 1957 e una (all'epoca) scandalosa jupe-culotte di Poiret.
  • Barthélémy (51, rue de Grenelle, 7° arr., tel. 01.42.22.82.24): lo shopping parigino deve anche prevedere una parentesi gastronomica. Per chi non ha paura di "impestare" la valigia con sapori forti, è d'obbligo una tappa in questo negozietto dalle parti di Bvd. Saint Germain: "spécialités froumagières", da perdere la testa.
  • Shadé (63, rue des Saint-Pères, 6° arr., tel. 01.45.49.30.37): "Mon univers? C'est le rêve", è il biglietto da visita di questa designer che espone le sue creature di bijoux e cappelli colorati nel piccolo atelier a Saint-Germain-des-Près. Il suo feticcio è la farfalla, che "rappresenta la bellezza effimera".
  • Sissi's Corner (20, rue des Tournelles, 4° arr., web: http://www.facebook.com/pages/SISSIS-CORNER/119421404770595?sk=info): un "dépôt vente Second Hand" dall'indubbio (e raro) pregio di unire capi di qualità a prezzi davvero competitivi.
  • 180g (15, rue des Tournelles, 4° arr. web: http://www.facebook.com/group.php?gid=54901958210): qui la filosofia è il "sur mesure". Una selezione di capi scelti uomo e donna in materiali ricercati e dal design seducente, da personalizzare nel colore (nell'atelier interno) tra una palette di cento pantoni. Pour colorer toutes vos humeurs.
  • Carouche (18, rue Jean Macé, 11° arr., web: http://carouche.typepad.com/): interprète d'objets estrosi per la casa, perlopiù in ferro attraverso la linea "Iron Touch": abat-jours, tavolini, sedie, librerie. Attenzione: i gestori sono spessi fuori sede a seguire lavori su commessa, chiamare prima di andare!
  • Made by Moi (86, rue Oberkampf, 11° arr., web: http://www.madebymoi.fr/): accessori e bijoux in pezzi unici o serie limitate decisamente pétillants, il tutto in un soi disant "concept store" di neanche 30 metri quadri. Sarà anche per l'aria creativa di rue Oberkampf, ma qui ogni oggetto sembra prender vita.
  • Abou d'Abi Bazar (125, rue Vieille du Temple, 3° arr., web: http://www.aboudabibazar.com/): stile creativo dai giovani stilisti parigini in questa istituzione del Marais. Da vedere se si vuole uscire dal troppo classico.
  • La Maison de la Plage (18 bis, rue Dénoyez, 20° arr., web: http://lamaisondelaplag.canalblog.com/): "espace de création collectif" in un vicolo nel quale si viene "risucchiati" quasi ipnoticamente percorrendo rue de Belleville. Sarà forse per i murales che lo decorano, fatto sta che, una volta entrati, ci si imbatte in questo spazio, fieramente squat, dove arte e stravaganza convivono: opere con murales di quartiere, scarpe artigianali in pezzi unici, abbigliamento (non in vendita ma rigorosamente su offerta), persino un manichino vestito di sola lingerie realizzata appositamente per uno spettacolo del Crazy Horse... Un orgoglio del rione, tanto che i residenti vi arrivano quasi in pellegrinaggio.
  • Eva Pritsky (5, rue d'Eupatoria, 20° arr., tel. 01.44.62.20.69): potrebbe essere uscito da una poesia di Prévert: all'ombra della chiesa Notre-Dame-de-la-Croix de Ménilmontant, un brocante con annesso banco bar, dove, "tra una spulciata e l'altra", si sorseggia vino o kir, in bicchieri riempiti fino all'orlo. Gli oggetti meritano, l'ambiente ancora di più. E dalla vetrina, sul sagrato della chiesa nell'autunno parigino, si vedono posare les feuilles mortes...
  • Emilie Casiez (57, rue Charlot, 3° arr., web: http://www.emiliecasiez.com/): il negozio-laboratorio della giovane stilista franco-nipponica, che vende capi d'abbigliamento ed accessori étonnantes propri e di altri giovani designer. Tutti rigorosamente a tiratura limitata. Degna porta-bandiera della via più effervescente dell'Haut Marais.
  • Objets en Transit (Marché Dauphine - stand 122: 140, rue des Rosiers - Saint-Ouen, web: http://www.objetsentransit.com): mobili, prevalentemente in zinco e dell'epoca anni 30-50 del secolo scorso, selezionati e restaurati da professionisti che li propongono poi come veri e propri "trésors industriels": sedie, tavoli, banconi, abat-jours... Molto "utilizzato" anche da scenografi cinematografici:  la quintessenza del brocantage.
  • Mahatsara (8, rue Oberkampf, 11° arr., web: http://www.mahatsara.com/): creazioni dell'Africa australe realizzate utilizzando prevalentemente oggetti di riciclo nel rispetto del commercio equo e solidale. Una vasta gamma di accessori - per la casa, tessili, borse, bijoux - nati amalgamando materiali poveri (spille, copertoni, fili del telefono e via dicendo). Il risultato sono piccoli capolavori frutto della manodopera e della fantasia.
  • Je veux le même (c/o De Gilles Tissus, 156, rue de la Roquette, 11° arr., web: http://www.jeveuxlememe.fr/): "voglio lo stesso"... vestito. Quello che è stato il prediletto indiscusso del guardaroba per anni e che oggi, ormai logoro e prossimo alla pensione, si vorrebbe tanto vedere rinascere: qui il sogno si realizza. Lo si lascia in negozio, si specifica se e quali modifiche occorre fare alla versione originale e, in pochi giorni, ecco il suo "gemello", nuovo e pronto per essere indossato ancora a lungo.

 

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