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Le metro-tendenze che
stanno cambiando il mondo
Una ricerca della società londinese "The Future Laboratory" ha individuato le principali novità nello stile di vita urbano: dai "new entrepreneurial nomads" ai "techno toilets"
La prima reazione è probabilmente una risata. Poi, a freddo, le cose cambiano, se è vero che la ricerca sulle tendenze metropolitane condotta dalla società di consulenza londinese "The Future Laboratory" è finita sulle scrivanie degli uffici marketing di tutte le principali aziende del pianeta.
Molti potranno pensare di essere immuni alle mode imposte dall’alto, soprattutto se riguardano aspetti della vita come il cucinare o, peggio ancora, il defecare. Resta il fatto che le previsioni della ricerca, condotta ormai più di un anno fa, si stanno puntualmente avverando.
Ma quali sono queste tendenze, emerse da un monitoraggio delle città di tutto il mondo?
1. I "NEN" ("New Entrepreneurial Nomads"). Gli imprenditori e dirigenti creativi erano usi concentrarsi nei centri urbani, spesso addirittura in veri e propri distretti, per lavorare fianco a fianco con i loro simili e cogliere appieno le "vibrazioni da vicinato" per trasformare una scintilla di creatività in un’idea geniale. Questo fenomeno non è esaurito, ma parallelamente ne sta emergendo un altro: i "NEN", che, una volta affermatisi nel proprio settore, si portano il lavoro con sé, laddove ritengono di potersi maggiormente godere la vita. Si possono così trovare in un dammuso lampedusano piuttosto che in uno chalet norvegese sulle rive del fiordo Sognefjord. Connessioni veloci e telefonini UMTS serviranno pure a qualcosa?
2. Gli "extreme connoisseurs". Sono il frutto del progresso dell’uomo ai fornelli. Questi "talentuosi della casseruola" intendono la conoscenza in campo culinario come indicatori di virilità, considerato che secondo loro cucinare implica concetti mascolini come scienza, tecnologia e chimica: fanno riferimento ai piatti ideati con termini come "ben costruito" o "realizzato secondo i piani"; cuociono il loro bel branzino utilizzando la loro griglia di ultima generazione; vagano per la città in cerca di negozietti di alimentari specializzati.
3. Il "Fast-Good-Food". Restando in campo gastronomico, un’altra tendenza sempre più marcata - per la verità già à la page da qualche anno - è la guerra a tutto campo ai fast (junk) food. La strategia d’attacco si è tuttavia affinata con una sagace variante: anziché tentare di combattere la filosofia del "mangiare in fretta" (con i frenetici ritmi metropolitani è obiettivamente una battaglia persa) si sta puntando sul "mangiare in fretta ma bene". Stanno così spuntando i cosiddetti fast good food, che offrono cibi veloci con ingredienti di prima qualità. Esempio di questo filone è la Cereality di Chicago che, nei propri ristoranti, propone una vasta scelta di cereali e tipi di latte, da abbinare a piacimento. Con questa formula si sta imponendo nel segmento "prima colazione" in numerose città americane, soprattutto universitarie.
4. La "New austerity". Questi sono anni in cui "fa alternativo" condurre una vita di austerity, un po’ come avveniva per causa di forza maggiore nei primi anni ’70. Imperversano guide su come cucinare con gli avanzi o su come organizzare un week-end romantico pernottando in locande a una stella senza bagno in camera per riassaporare il gusto dei tempi andati. Il punto di riferimento di questa tendenza è l’editrice di Vogue USA, Sarah Mower, che si vanta di essere un’assidua visitatrice del popolare mall britannico Primark.
5. Gli "Stepford husbands". Riprendendo il titolo di un celebre film ("The Stepford Wives", tradotto in "La Donna Perfetta", con un’inappuntabile Nicole Kidman), è in atto una trasposizione del genere nella vita reale in chiave maschile. Lo stepford husband è obbediente, attento a letto, utile nei lavori di casa: in teoria, appunto, l’uomo perfetto. Peccato che le donne, nell’acquisire molti ruoli sociali un tempo solo maschili, stanno sviluppando comportamenti anch’essi una volta prettamente maschili: autosufficienza economica, capacità di portare avanti anche da sole una famiglia, grande facilità nell’intessere relazioni sociali di ogni tipo. Così, per lo stepford husband sono tempi frustranti.
6. Il "sensory branding". Nell’area del cosiddetto experiential marketing un ruolo di rilievo spetta a questa branca, sempre più utilizzata per influenzare i comportamenti d’acquisto nei punti vendita. Il "trucco" consiste nel generare emozioni, percezioni cognitive, relazioni e interattività nel rapporto impresa/acquirente, andando a sollecitare tutti i cinque sensi. Si va dalle radio aziendali che scandiscono ritmi e messaggi diversi a seconda del momento della giornata ai giochi di luce e video-proiezioni, fino ad arrivare al profumo diffuso per invogliare all’acquisto (ad esempio all’interno degli showroom delle principali aziende di caffè).
7. I "Techno toilets". Infine loro, il fiore all’occhiello della tecnologia nipponica. Per ora stentano ad affermarsi in Europa e negli Stati Uniti, ma a Tokyo sono in corso approfonditi studi per trovare la chiave in grado di sfondare anche in questi mercati. Perché, in fondo, chi non ha sempre desiderato un servizio "chiavi in mano" anche sul WC? Chi potrebbe non gradire un sistema avveniristico in grado di lavare e asciugare sur place, semplicemente premendo un tasto? Un nostro attento blogger di Tokyo ci ha descritto minuziosamente l’operazione: "La tazza ha le funzioni complete che si possono comandare dal pannello su parete a portata di mano, flusso grosso di scarico, piccolo, scalda tavoletta e regola temperatura.. In realtà la caratteristica principale è il fatto di inglobare due elementi in uno ipertecnologico: watercloset + bidet con lo spruzzo d'acqua che vi pulisce prima che vi alziate. Lo spruzzo è attivato dal secondo tasto dalla parte di sinistra, il tasto della fontana tramite un micro ugello che vaporizza l'acqua al fine di lavare perfettamente sia nella zona anteriore o a tasto comando nella posteriore. Interessante è l'utilizzo dell'acqua per ricaricare il cassone di scarico che viene trasformato in fontanella zen prima di riempirsi". Sarà un capriccio, ma una casa giapponese su tre possiede almeno un "techno toilet".
Anche questo è progresso. (Settembre 2007)
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