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"Lazy beggars": sorrisi

in cambio di moneta

"Be lazy, be happy, be you" è il loro slogan. La filosofia è semplice: non fare assolutamente niente, accomodarsi in strada e trascorrere le giornate nel tentativo di migliorare l’umore di migliaia di cittadini stressati. Quelli bravi ci riescono davvero. E le donazioni si sprecano.

 

 

Loro non hanno il minimo dubbio. E un filo logico nel loro ragionamento in effetti c’è. Proviamo a seguirlo: chi ha voglia di alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare? Quasi nessuno. D’altro canto, chi non vorrebbe far sorridere il prossimo il più possibile? Quasi tutti. Unendo queste due ovvietà ecco nascere il fenomeno dei "lazy beggars". Il loro slogan - "Be lazy, be happy, be you" - è un manifesto filosofico, maturato sulle ceneri di carriere professionali più che dignitose. I componenti del nucleo fondatore del movimento, infatti, sono ben lontani dai vagabondi che siamo abituati ad incrociare nelle strade. Lyndon e José, questi sono i loro nomi, provengono da esperienze lavorative tradizionali, uno come informatico in una Internet Company, l’altro come tecnico nel campo dell’energia solare.

Poi un giorno la loro vita è mutata radicalmente.

Tanto per cambiare tutto è successo per caso. Racconta Lyndon: "Eravamo per strada Nigel (il terzo fondatore del movimento), José ed io. Nigel aveva un cane chiamato Zom, che aveva bisogno di cibo. Allora gli abbiamo messo davanti un cartello con la scritta ‘Per mangiare’. Poco dopo le mani di Nigel hanno iniziato a tremare (è alcolizzato…), così gli abbiamo messo davanti un altro cartello con la scritta ‘Per bere’. A me era venuta voglia di uno spinello, ed è dunque comparso il terzo cartello ‘Per il fumo’. E’ stato fin troppo naturale a quel punto che José concludesse la catena con il quarto cartello ‘Per la coca’. La reazione dei passanti, tra risate e commenti, è stata splendida e ‘remunerativa’. Lì abbiamo capito che la strada era quella giusta: strappare un sorriso in cambio di una donazione".

La fantasia non gli manca. Per allietare le migliaia di passanti ingrugniti e stressati che passano loro davanti ogni giorno nelle città di tutto il mondo, ne inventano di tutti i tipi: dalle scatenate esibizioni di "air guitar" (il finto strimpellamento di una chitarra inesistente) accompagnate da un cartello ‘Per comprare una nuova chitarra’ alla "Fontana di Trevi portatile" - un piccolo catino contenente alcune monete - con annesso cartello ‘Esprimi un desiderio’; dal travestimento in facoltosi personaggi dello showbiz o della finanza con cartello ‘Per acquistare una terza casa’ alla fasulla collezione numismatica (dal centesimo ai 500 euro), già completata nella parte delle monete e ancora da riempire in una parte riservata alle banconote di grande taglio, con la scritta ‘Aiutatemi a terminare la collezione’.

Oggi i "lazy beggars" stanno facendo adepti in ogni angolo del globo. Passano ore e ore per strada, ma allo stesso tempo sono tecnologicamente all’avanguardia (hanno persino un sito su cui è possibile fare donazioni). Sono sparsi per le città di tutto il mondo e dormono dove capita. Ma è raro che li troviate in qualche sacco a pelo sotto la pioggia: generalmente hanno molti amici che li ospitano qua e là e, oltretutto, hanno l’accortezza di migrare tenendo sotto controllo il meteo per andare in cerca del caldo e del sole.

Gli "incassi" li spendono per beni di "prima necessità". L’elenco lo forniscono loro, insistendo su uno in particolare: "Birra, spostamenti, birra, cibo, libri, birra, gestione del sito Internet, birra".

Non si arricchiscono, questo è certo. Ma a loro basta così: "Noi vogliamo essere i ‘milionari di sorrisi’". (Agosto 2007)

 
     
   

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