Nell’epoca delle chat, dell’Erasmus e dei trasferimenti per lavoro, sempre più coppie vivono in città del mondo diverse: per poche un’esperienza appagante, per la maggioranza uno stillicidio. E non resta che aggrapparsi a SMS e voli low cost.
"It’s a small world after all": un nuovo mantra entra di prepotenza nella vita delle coppie metropolitane della "generazione LDR", acronimo di "long distance relationship".
Tra i tanti effetti collaterali prodotti da questa era tecnologica e ipercinetica ce n’è infatti uno che tocca direttamente le relazioni sentimentali. Secondo il "Center for the Study of Long Distance Relationships" questi rapporti sono in costante aumento: 14 milioni negli Stati Uniti, 1 milione in Gran Bretagna, diversi altri milioni nei restanti Paesi del mondo occidentale.
La spiegazione del fenomeno è articolata. Innanzitutto c’è il proliferare di rapporti che nascono virtuali in chat su scala internazionale per poi trasformarsi in reali. Se il "fidanzamento" può avvenire con semplicità pur abitando agli antipodi, più difficile è la successiva gestione della quotidianità.
Altro fattore è l’Erasmus, che fa migrare per periodi più o meno lunghi orde di studenti da una città all’altra del pianeta. Per loro l’esperienza in terra straniera è l’occasione unica e irripetibile di vivere con animo spensierato gli usi e costumi locali. E intanto il partner, rimasto in patria, deve accontentarsi di sporadici rientri "toccata e fuga", giusto il tempo di far lavare i vestiti sporchi a mammà.
Infine, su scala più professionale, ci sono i trasferimenti per lavoro: il più delle volte quando la multinazionale dispone (lo spostamento in una sede in un’altra città) il dipendente esegue, pena il blocco dell’avanzamento di carriera.
Se le "LDR" sono un fatto assodato, resta da capire come vengono vissute dai protagonisti. Qui ci sono due scuole di vita: di qua - pochi - i seguaci del motto "fare di necessità virtù", di là - i più - i colpiti da sindrome di "365 all’alba".
Inutile dire che sono i primi a vivere meglio l’esperienza, tentando di cogliere tutto ciò che di buono la situazione ha da offrire: avere la possibilità di scoprire nuovi luoghi, far lievitare il desiderio di rivedere il partner nei periodi di intermezzo tra un incontro e l’altro, escogitare pirotecniche sorprese per i rari "rendez-vous", scoprirsi novelli Leopardi nello scrivere romantici SMS.
I secondi contano i giorni che mancano alla fine della "pena", in un estenuante stillicidio. E gli SMS che partono dai loro telefonini tradiscono spesso irritazione e scarsa fiducia nella fedeltà del partner ("Ti starai divertendo molto se non hai nemmeno il tempo di rispondere al messaggio che ti ho mandato dieci minuti fa…").
Ad andare incontro a tutti per fortuna ci sono le compagnie aeree low cost: moderni "cocchi volanti" zeppi di nomadi assetati d’amore. (Settembre 2007)