I prezzi esorbitanti delle case nelle metropoli costringono le giovani coppie ad abitare in piccoli appartamenti. Inizialmente con conseguenze benefiche, grazie all’effetto intimo "da nido". Ma in breve tempo gli spazi ristretti portano a forti tensioni: ed ogni metro quadro diventa territorio di conquista individuale.
Tra le molte sfaccettature del vivere metropolitano, ce n’è una che spiega alla perfezione la complessità delle città ai giorni nostri. E’ stata soprannominata nesting (dall’inglese "fare il nido") e rappresenta la tendenza delle giovani coppie abitanti nei grandi aggregati urbani a prediligere, nella scelta della casa, appartamenti di piccole dimensioni, dove tutto è racchiuso e l’atmosfera è protettiva.
Inutile sottolineare che, sondaggi alla mano, la principale motivazione che indirizza a questa scelta è di natura economica, per via dei prezzi esorbitanti delle case in città (sia in vendita che in affitto), a cui si aggiungono i costi accessori (arredamento, pulizie, riscaldamento e altre bollette varie). Ma è recentemente spuntata una scuola di pensiero che ritiene persino terapeutico per le giovani coppie dover condividere spazi ristretti - al di là di ogni considerazione economica - perché in questo modo aumentano l’intimità, la conoscenza reciproca e la qualità dei rapporti sessuali: secondo affermati sessuologi questi crescerebbero in media addirittura del 20%. Insomma, la casa piccola diventa il rifugio contro lo stress metropolitano, dove ambientare il proprio romantico "due cuori e una capanna".
Fin qui la prima parte della storia, frutto per la verità di una visione di breve periodo (ossia i primi mesi o anni di convivenza). Le cose cambiano se si allunga l’orizzonte temporale dell’analisi, perché si scopre un legame ricorrente tra la scelta di vivere in città e l’evoluzione dei rapporti di coppia.
Ripartendo dall’inizio: i prezzi delle case in città sono vertiginosi ed è gioco-forza optare per l’appartamento piccolo. Che, effettivamente, nella prima fase del rapporto di coppia, basata sull’entusiasmo e l’indulgenza reciproca, rappresenta una soluzione persino vantaggiosa per i motivi sopra analizzati. Il problema subentra quando l’entusiasmo e l’indulgenza iniziano a calare - evoluzione il più delle volte purtroppo fisiologica: in media entro tre anni - lasciando il campo ad insofferenza e fastidio. E negli spazi ristretti tipici dei bilocali metropolitani questa parabola si compie in tempi relativamente brevi, come se i metri quadri fossero "energia non rinnovabile" per la coppia, esauriti i quali l’ "eco-sistema domestico" entra in crisi.
E’ a questo punto che il nest si ritorce contro la coppia, diventando un "acceleratore di attriti" che rende ogni metro quadro dell’appartamento un territorio di conquista individuale. Laddove prima si tendeva a condividerlo, adesso si combatte per disporne in via esclusiva. L’ostacolo, che riporta all’origine del problema, è che i metri quadri da "giocarsi" sono pochi, pertanto la battaglia si fa più dura e le tensioni diventano inversamente proporzionali alla superficie calpestabile. Se, alla fine del "Risiko domestico", la coppia ritrova un nuovo equilibrio "spaziale" tutto si aggiusta. Se invece ciò non avviene, ecco che l’ex "capanna" diventa una gabbia soffocante, con crescenti scontri ambientati soprattutto nelle aree comuni, ad esempio il bagno. Quello stesso bagno dove nei primi tempi di convivenza ci si lavava i denti insieme allegramente davanti allo specchio…
Piaccia o no, questa è una storia metropolitana paradigmatica. Una parabola, quella del nesting urbano, che si consuma sempre più velocemente, tanto che, tornando alle statistiche, il tasso di separazioni nelle grandi città è superiore (+24%) rispetto a quello riscontrato nei piccoli comuni extra-urbani (dove, con prezzi più abbordabili, ci si può permettere di abitare in appartamenti più grandi, con "spazi vitali" maggiori). Se non è un automatismo - in città le case sono care, quindi le coppie che decidono di vivere in città devono abitare in appartamenti piccoli, quindi devono vivere secondo lo stile del nesting, che all’inizio è entusiasmante ma in tempi brevi imprigiona, quindi la coppia molte volte va in crisi - è perlomeno un "caso-scuola", utile da tenere a mente al momento della firma del contratto nell’agenzia immobiliare. Onde evitare un remake de "La Guerra dei Roses" in miniatura. (Dicembre 2007)