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Urban Dictionary,

lo slang metropolitano

sbarca alla Casa Bianca

Un dizionario che a fine agosto 2008 contava ben 3.200.000 espressioni, una delle quali è stata utilizzata dal candidato alla Presidenza degli Stati Uniti Barack Obama per definire i suoi avversari. Una vera e propria "para-lingua", più diffusa di molte "seconde lingue" insegnate nelle scuole.

 

La consacrazione è avvenuta qualche giorno fa, quando il candidato alla Casa Bianca Barack Obama (quindi non propriamente l’ultimo dei "bulletti di quartiere") ha estratto dal proprio vocabolario solitamente forbito l’espressione urban-slang "putting lipstick on a pig" ("mettere il rossetto ad un maiale"), riferendosi al ticket presidenziale rivale McCain-Palin. Una metafora incisiva per alcuni, uno scivolone di cattivo gusto per altri. Ma su una cosa non si può obiettare: è lo sdoganamento dell’urban dictionary, il dizionario della lingua urbana e sub-urbana fondato nel 1999 da Aaron Peckham e quotidianamente aggiornato da migliaia di utenti-contributors sul sito http://www.urbandictionary.com.

Un dizionario, quello urban, che contava a fine agosto 2008 ben 3.200.000 espressioni, andando a formare una vera e propria "para-lingua" cosmopolita, il cui uso nella vita di tutti i giorni è, almeno nelle principali città statunitensi, probabilmente più diffuso di molte "seconde lingue" insegnate nelle scuole. Tant’è che il Time Magazine ha eletto urbandictionary.com uno dei cinquanta migliori siti del 2008.

Una raccolta infinita di modi di dire, spesso nati per caso durante spassosi ritrovi tra amici, quando le parole viaggiano a briglie sciolte. E senza dubbio tremendamente efficaci. L’architettura su cui poggia Urban Dictionary è un insieme di regole "non scritte" che ispirano la nascita dei termini.

La prima è il ricorso alla fusione tra due termini esistenti per creare un neologismo leggermente diverso dall’originale. Ad esempio, in tempi di frequenti uragani che devastano gli USA, è spuntata la moda di unire l’utile (la fuga dalla propria città insidiata dall’uragano) con il dilettevole (una bella vacanza). Risultato: ecco nascere il termine hurrication (da hurricane e vacation). Oppure, per descrivere l’indolente uso della sedia della camera per accumulare i propri vestiti anziché ridisporli nell’armadio ecco l’intuitivo termine chairdrobe (anziché wardrobe).

L’altra regola portante dell’idioma urbano è la creazione di brevi espressioni che ben rappresentano vizi e usi molto diffusi. In quanti, per esempio, si esercitano nell’elencare una sfilza di buoni propositi di fine anno per l’anno entrante? E, tra questi, il primo della lista è l’iscrizione in palestra per smaltire i chili in eccesso (magari accumulati nelle cene natalizie). Da cui l’efficace termine January joiner ("abbonato a Gennaio"), per rappresentare, in senso stretto, coloro che si iscrivono in palestra a gennaio per poi smettere di andarci già a febbraio e, in senso più ampio, coloro che rispettano i propositi dichiarati soltanto per un breve periodo. E, in tempi di rate dei mutui-casa alle stelle, che stanno portando ad un’impennata di pignoramenti da parte delle banche nei confronti di debitori insolventi, cosa c’è di più cinicamente incisivo ed onomatopeico dell’espressione jingle mail (posta tintinnante), a descrivere l’atto di rispedire via posta alla banca il mazzo di chiavi della propria casa, in un definitivo atto di resa?

Già, perché quel che emerge da un’analisi "glottologica" dell’urban dictionary è una sua aderenza con i fatti di cronaca e con l’evolvere della società. Molti termini coniati nell’anno di nascita (1999) sono già oggi obsoleti, così come quelli "sfornati" ai giorni nostri saranno incomprensibili tra qualche anno. Il "rimbambimento" da video-giochi che culmina in interi fine settimana trascorsi in compagnia di TV e consolle Nintendo Wii, per esempio, viene opportunamente rappresentato da Urban Dictionary con l’espressione wii-kend (anziché week-end): un’espressione che tra breve sarà antiquata, visto che il Nintendo Wii verrà presto soppiantato da una consolle con un altro nome.

Altri termini, viceversa, sopravvivranno: tutto lascia pensare, per dirne una, che le relazioni "virtuali" (via e-mail o SMS) avranno vita lunga, anzi probabilmente aumenteranno con il diffondersi della tecnologia in aree del mondo ancora scoperte. Pertanto è possibile che il termine elationships (da e-relationships) non solo sarà presente sull’Urban Dictionary tra qualche decennio, ma sbarcherà anche sui dizionari inglesi ufficiali.

Nel frattempo Peckham e i suoi contributors diffondono il verbo anche su altri mezzi: due dizionari cartacei con i termini urbani più significativi e l’ineludibile pagina su Facebook. E a chi desidera manifestare l’incredulità per la genesi di un idioma metropolitano in così poco tempo non resta che suggerire l’uso di un’espressione molto "gettonata" tra i visitatori del sito. Che, anziché limitarsi ad un banale "Incredibile!", ricorrono ad un astruso quanto identificabile (tra i contributors) Phuket Thailand! (Settembre 2008)

 
     
   

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