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Case piccole in città?

La soluzione è l'arredamento

"a geco"

I designer d’interni, per far fronte alla riduzione dei metri quadri, hanno scoperto i muri, da utilizzare come "aree di appoggio" di suppellettili ed elettrodomestici, pronti per essere estratti solo in caso di utilizzo.

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La maggior parte dei gechi è dotata di speciali cuscinetti sulle zampe che consentono loro di stazionare con facilità su superfici verticali lisce quali i muri, o addirittura i soffitti, delle case. Il meccanismo adesivo funziona grazie alle forze di van der Waals, cioè forze intermolecolari che si sviluppano tra la superficie d’appoggio e le setole delle zampe. A prima vista, trovare una relazione tra i gechi e l’arredamento potrebbe essere complicato, ma Tipi Metropolitani® ha coniato una definizione suffragata dalle tendenze del design internazionale che sembra riuscire nell’intento. E alla base del ragionamento è l’annosa questione del caro-case nelle città.

Ma andiamo con ordine. E’ fatto risaputo che l’aumento dei prezzi medi a metro quadro delle case nelle principali metropoli del mondo è stato nei tempi recenti vertiginoso (basta un dato: secondo la BIEN - Base d'Informations Economiques Notariales di Parigi negli ultimi 5 anni si è registrata una crescita media del 78%). Considerata una crescita dei salari nello stesso periodo nettamente più lenta, ciò ha obbligato le famiglie parigine in cerca di una nuova casa (così come quelle delle altre città) ad "accontentarsi" di appartamenti di metrature contenute. Un sostanziale ridimensionamento degli spazi, che, se in certe megalopoli (ad esempio Tokyo) era già stato metabolizzato da tempo dalla popolazione, in Europa e negli Stati Uniti sta scombussolando le tradizionali disposizioni di mobili.

E qui sono entrati in scena i designer d’interni che, capita la tendenza, hanno cominciato a ripensare gli oggetti d’arredo unendo all’aspetto estetico quello funzionale. Se i metri quadri disponibili sono diminuiti - è il ragionamento - lavoriamo in termini di metri cubi. Come? Sfruttando i muri e le loro infinite potenzialità. Quegli stessi muri percorsi dai gechi diventano le nuove "aree d’appoggio" di suppellettili ed elettrodomestici, pronti ad essere estratti solo in caso di utilizzo.

E’ ad esempio ciò che ha ispirato il designer italiano Calligaris nel realizzare il Folding Table, "piegato" a muro e dischiudibile per accogliere i commensali. Ma se questo è un déja-vu, che dire del Stow Away Ironing Board and Ironing Board Cabinet dell’americana Whitney Design, pregevole asse da stiro estraibile in men che non si dica dal muro? O della Pick Chair dello Studio Dror che, appesa al muro come un’opera d’arte (o come una banale asse di legno, dipende dai punti di vista…), una volta tolta dalla posizione verticale e appoggiata la base al suolo, si flette da sola diventando una pratica sedia? O, ancora, del Natural Fold Away Wall Wardrobe Valet della Proman, simpatico appendi-abiti a parete ritraibile?

Stessa tendenza per gli elettrodomestici: se i televisori LCD ormai troneggiano da tempo su solide staffe fissate ai muri, anche computer (ad esempio l’iMac della Apple) e impianti Hi-Fi (il BeoSound 9000 della Bang & Olufsen) stanno abbandonando i ripiani orizzontali per più pratici supporti verticali. E, ancora, cornici digitali e condizionatori. Persino il forno, come il modello Liftmatic della Neff, descritto dalla casa produttrice come "la rivoluzione in cucina: grazie al montaggio a parete, si apre verso il basso premendo il tasto, e come per magia scende la base".

Anche nel bagno i tempi sono cambiati: WC e bidet ancorati al pavimento paiono obsoleti. Oggi, con i modelli Hera, Althea Ceramica tiene sospesi anche i sanitari. Con toni forse un po’ troppo enfatici spiega così il motivo della svolta: "Serve per riscoprire il vero valore delle cose (?), proponendo la qualità di una produzione in cui ogni oggetto non è solo bello o fine a se stesso, ma è capace di interagire con la realtà che lo circonda e con chi lo utilizza". Ossia sempre i proprietari di case rimpicciolite.

Ci sono infine quelli che il muro lo usano come vetrina d’arredo curioso. Nelle città ad alto uso di biciclette, soprattutto negli appartamenti a piano terra - tipicamente i loft -, imperversa la moda di attaccarla al chiodo una volta rientrati in casa. Non ci sarà da sorprendersi se a breve, in un mondo che sembra aver capovolto i dogmi dell’arredamento tradizionale, per terra rimarranno soltanto i quadri, appoggiati alla parete e non appesi, fedeli ad un capriccio degli intenditori d’arte più raffinati. Perché, assicurano, le opere d’arte si ammirano meglio dall’alto in basso. (Ottobre 2008)

 
     
   

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