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 pneumatic trash collection, rifiuti turbo-aspirati nel sottosuolo delle citta.jpg

Pneumatic trash collection,

rifiuti "turbo-aspirati"

nel sottosuolo urbano

Un sistema di raccolta dell’immondizia inventato da un’azienda svedese utilizza condotte sotterranee per "risucchiare" la spazzatura verso i punti di raccolta ad una velocità di 70 chilometri all’ora. E dalle strade spariscono i cumuli di pattume.  

 

Pare che nel Medio Evo molti sindaci comprassero dei maiali da lasciare scorrazzare tra le vie delle città per mangiare i rifiuti. Una soluzione forse un po’ rozza al problema dello smaltimento dell’immondizia, ma testimonianza del fatto che nell’agenda degli amministratori locali questo tema figura in cima alla lista delle grane municipali da secoli. In passato principale veicolo di malattie mortali, oggi, almeno nel mondo occidentale, è "solo" causa di disagi nella vita sociale delle persone per le sue implicazioni: odori nauseabondi e sporcizia diffusa causati da cumuli di inestetici sacchi neri in bella vista nelle strade, rumori molesti e intoppi al traffico nella raccolta effettuata dai camion della nettezza urbana. Apparentemente una situazione irrisolvibile.

Finché, alla fine degli anni 60, un’azienda svedese chiamata Centralsug (oggi Envac, società del gruppo Stena) brevettò l’idea illuminante: spostare di "un piano" (dal livello stradale a quello sottosuolo) le operazioni di raccolta. Per spiegarne il funzionamento gli esperti usano la metafora dell’aspirapolvere. Con la differenza innanzitutto che qui, oggetto del devastante "risucchio" non sono minuscole briciole, ma ben più ingombranti sacchi di rifiuti solidi urbani (tutti eccetto il vetro, da gestire autonomamente). E, secondariamente, che l’operazione avviene nel sottosuolo delle città, all’insaputa dei cittadini. I quali molto probabilmente ignorano che, mentre passeggiano all’aria aperta ad ammirare luccicanti vetrine di negozi, qualche decina di metri più in basso stanno viaggiando a 70 chilometri all’ora i resti della loro cena della sera prima.

Più tecnicamente, il metodo-Envac utilizza una rete di condotte sotterranee e potenti aspiratori per convogliare il pattume dalle bocchette di raccolta dislocate lungo le strade o all’interno dei condomini fino agli impianti di stoccaggio. Nome tecnico: pneumatic trash collection (raccolta rifiuti pneumatica). Procedura, quella pneumatica, peraltro già utilizzata in passato da molti uffici per trasferire la posta cartacea da un piano all’altro attraverso apposite canaline (oggi accantonata dalle più semplici ed economiche e-mail). Per i cittadini non cambia praticamente nulla rispetto ai sistemi di rimessa della spazzatura tradizionali: il deposito avviene nei contenitori differenziati (stradali o condominiali); a intervalli di tempo regolari si attiva il sistema di "turbo-aspirazione" che mette in pressione l’intera rete di tubi e risucchia l’immondizia. Qui i rifiuti vengono raccolti in container sigillati, pronti ad essere prelevati dai camion e trasportati agli impianti di smaltimento. Et voilà: in superficie non si vede e non si sente niente.

pneumatic trash collection 2.jpgLa domanda è: perché, se il sistema è stato inventato quarant’anni fa, solo oggi si comincia ad utilizzarlo (e fino ad ora unicamente in alcuni isolati casi)? Le risposte sono diverse, comunque riconducibili ad una duplice natura: economica e tecnica. Dal punto di vista economico, il sistema è costoso sia in fase di investimento iniziale (implementazione dell’impianto e della rete di tubi) che in fase di gestione a regime. Il punto di pareggio per ogni centrale di raccolta è di dieci tonnellate al giorno. Quota non semplice da raggiungere se si considera che - e qui passiamo alle limitazioni tecniche - la distanza tra le bocchette di immissione della spazzatura e la centrale di raccolta deve essere al massimo di due chilometri. Ciò significa che, per consentire di creare una "massa critica" di rifiuti tale da giustificare l’investimento, occorre che la zona coperta sia densamente popolata.

Ecco perché la pneumatic trash collection è adatta soprattutto agli affollati aggregati urbani, in particolare quelli con un elevato rapporto persone / chilometro quadrato. E’ il caso, per esempio, di Barcellona, città con una densità popolativa doppia rispetto a quella della media metropolitana e addirittura quadrupla rispetto alle sue principali omologhe europee: se a Parigi e Londra è leggermente superiore a 4.000 abitanti per km2, nella capitale catalana è di quasi 16.000 (fonte Envac)! Da cui l’esigenza inderogabile di predisporre una moderna gestione dei rifiuti. Così Joan Clos, sindaco di Barcellona dal 1997 al 2006, decise di far adottare alle zone più popolose della città la tecnologia Envac.

Ma, costi permettendo, il turbo-aspiratore scandinavo sta per vivere la sua ritardata e definitiva consacrazione. Le immagini di Napoli sommersa da cumuli di pattume nel 2008 hanno talmente allarmato i sindaci delle altre metropoli da spingerli a convocare d’urgenza gli emissari dell’azienda svedese: Milano, che ha legato l’Expo 2015 al tema della sostenibilità ambientale, sta addirittura valutando di inserire nel regolamento urbanistico comunale l’obbligo della raccolta pneumatica in ogni nuovo insediamento abitativo. E se non è ancora chiaro chi si accollerà le spese (il Comune, gli inquilini o i costruttori), senz’altro superiori ai "maiali medioevali", almeno adesso il millenario grattacapo urbano della raccolta dell’immondizia sembra aver trovato la soluzione. (Marzo 2009)

 
     
   

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