Tutto inizia con il solito giro di mail: picnic sul Ponte delle Arti.
Steso lo stuoino, stesa la coperta, sguainate le baguettes, sfoderate le insalate i paté, le patatine, il salame, il pinzimonio, i pomodori sott’olio e la macedonia alla menta, finalmente ecco la magia, tutta intorno: Pont Neuf, l’île de la Cité, il Louvre, il d’Orsay, i quais e la Senna, gli edifici haussmaniani, la torre di Montparnasse e la regina d’acciaio, le péniches e i bateaux-mouches. Tutto il cuore di Parigi: ogni sguardo un’emozione.
Chiacchiere, risate, brindisi, un piacevole venticello che raffredda il sole scoppiettante, ogni sorta di imbarcazione che passa sotto (mani alzate e urla di gioia dei turisti che salutano). Persino un matrimono sul battello.
A un certo punto il ponte è talmente tanto pieno che non si riesce più nemmeno a passare. Gente di tutte le età, culture, nazioni. Soli, in coppia, in gruppo, stesi, seduti, svaccati, con la chitarra, eleganti o poveracci: sembra una confraternita. Ma non solo, anche il lungosenna è affollato da persone sedute a godersi il tramonto con un aperitivo in mano. (5 luglio 2009)
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