SEUL | Spesa virtuale in metrò
La Homeplus - divisione sudcoreana della catena di supermercati Tesco - ha varcato la nuova frontiera dello shopping, sfruttando i ritmi frenetici della vita di Seul: la spesa virtuale in metrò con il telefonino.
La Homeplus - divisione sudcoreana della catena di supermercati Tesco - ha varcato la nuova frontiera dello shopping, sfruttando i ritmi frenetici della vita di Seul: la spesa virtuale in metrò con il telefonino.
Per incentivare le donazioni in luoghi pubblici un creativo di Seul, Min Su Kim, ha inventato il 'robot accattone'. Con le sembianze di un personaggio fiabesco - si direbbe un 'Cappuccetto Rosso' high tech - è programmato sulla modalità 'questua', attraverso una serie di gesti tesi ad incentivare i passanti al versamento. Ad 'incasso' avvenuto, ringrazia con eloquente riconoscenza.
A Seul esiste il pratico sistema di bigliettazione elettronica grazie alla carta T-Money. Si tratta di una tessera elettronica acquistabile in stazione e in molti conbini che rende il viaggio molto più semplice. Basta ricaricarla con le apposite macchinette, e avvicinarla ai tornelli: in questo modo si risparmia tempo nell’accesso al treno
Anche in Corea si festeggia San Valentino, anche se in modo diverso.
Il 14 febbraio infatti sono le ragazze a regalare cioccolatini e dolcetti al loro ragazzo o a chi piace loro. Esattamente un mese dopo si ha il “White Day”, giorno in cui i ragazzi che hanno ricevuto i cioccolatini ricambiano dei dolcetti o delle caramelle.
Una caratteristica distintamente comune fra i cellulari coreani è il cosiddetto ring-back tune. Si tratta di una musica o una canzone scelta al posto del classico tono di linea libera,
Forse unico nel suo genere, in Corea esiste un treno molto particolare.
Il “Seaside Train” sembra quasi pensato più per il relax che per spostarsi fra le varie città. La sua particolarità sta infatti nella disposizione interna dei sedili: tutti orientati lungo la lunghezza del vagone verso il mare, per permettere a tutti di avere una fantastica vista sul Mare Orientale (Mar del Giappone) durante gli 80 minuti del viaggio richiesti per percorrere l’intera linea.
In Corea c’è una sorta di ossessione per la pelle chiara. Il motivo è principalmente culturale.
Un tempo la Corea era un paese povero e basato sull’agricoltura e quindi sui lavori all’aperto. Di conseguenza, chi lavorava all’aperto stava diverse ore sotto al sole e la sua pelle diventava scura per l’abbronzatura. La vita agreste era molto dura: piantagioni di tè, campi di riso e frutteti da mantenere, e non mancavano le carestie. Spesso quindi i contadini erano molto poveri, e il loro tenore di vita era estremamente basso.
Una delle più tipiche festività coreane è quella del doljanchi.
Si tratta del festeggiamento del primo anno di vita dei bambini: vengono invitati a casa del festeggiato nonni, zii e parenti, e tutti insieme festeggiano per propiziare una lunga e fortunata vita al bambino.
In passato, infatti, quando la Corea era un Paese povero, la mortalità infantile era elevata, e per un bambino riuscire a superare il primo anno di vita rappresentava in un certo modo motivo di rassicurazione per i suoi genitori: durante il donjanchi tutto il villaggio festeggiava il compleanno del bambino, e riceveva in regalo cibo e vari oggetti.